LOCRIDE – LA PROSTITUZIONE E’ ANCHE UN PROBLEMA DI MANCANZA DI CULTURA

Aristide Bava
SIDERNO – Il fenomeno della prostituzione sta diventando rilevante anche nel territorio della Locride e in altre zone della Calabria alimentato anche dall’altro grave fenomeno della immigrazione e, per il momento, è difficile fronteggiarlo adeguatamente anche per la reticenza delle stesse vittime spesso schiavizzate e terrorizzate dai loro aguzzini. E’ quanto emerso da un approfondito convegno che si è tenuto nella sala comunale di Siderno al quale hanno partecipato autorevoli esponenti delle istituzioni e rappresentanti della società civile. I lavori sono iniziati con il saluto dell’assessore alle politiche sociali Bianca Gerace che ha curato l’organizzazione dell’ incontro e del vicesindaco Anna Romeo in rappresentanza dell’ amministrazione comunale. Poi è subito intervenuto il Vescovo, Mons. Francesco Oliva che ha evidenziato la complessità del tema e si è soffermato sul suo aspetto dal punto di vista morale e sulla sacralità del corpo umano. ” La prostituzione – ha detto tra l’altro il Presule – è un fenomeno sociale molto rilevante che interessa anche gli uomini e gli adolescenti e quando scade nella pedofilia diventa scandalo, e finisce, nel suo complesso con l’offendere anche la dignità della persona”. E, quindi, intervenuta Gabriella Mollica, che in qualità di presidente ha portato il saluto del Consiglio dell’ordine degli avvocati. Ha sollecitato la necessità di un progetto di recupero per tante donne spesso coinvolte loro malgrado ed ha evidenziato anche una precaria situazione locale facendo riferimento ad alcune zone della città, quali quella della stazione ferroviaria, dopo ormai la prostituzione è di casa. Ha poi fatto riferimento all’importante firma di due protocolli d’intesa con le istituzioni l’uno riguardante la tutela dei minori destinatari di provvedimenti e l’altro di prevenzione al contrasto della violenza alle donne e ai minori. Poi è toccato al Procuratore della Repubblica di locri, Luigi D’Alessio, che ha definito il problema ” scottante, difficile e con molte chiavi di lettura” rivolgendo, peraltro un pensiero alla giovane di Bianco accoltellata nei giorni scorsi e dedicando – ha precisato – il suo intervento alla giornalista Adele Cambria certamente importante punto di riferimento femminile. ” Anche se la sensibilità delle istituzioni, sul problema, è massima – ha detto – non sempre è possibile arginare gli atti di violenza. Bisognerebbe – ha aggiunto – crerare una rete di protezione che parta dai luighi piu’ sperduti per accogliere, segnalare e individuare i percorsi di sofferenza perché spesso chi subisce non sa come uscire dalla sua situazione. Serve, dunque, consapevolezza e partecipazione. Oggi – ha aggiunto il dott. D’Alessio – la prostituzione è in mano alla criminalità organizzata e sta diventando una delle piu’ floride economie unitamente alla droga . Anche dal punto di vista legislativo – ha concluso – il fenomeno si accompagna a difficoltà al pari di quello investigativo. Io sono per un no alla repressione come possibile crescita sociale perché ritengo, invece, molto importante la libertà e la partecipazione. Subito dopo è intervenuta il magistrato presso il Tribunale di Locri, Maria Teresa Gerace, che ha evidenziato che questa realtà è piu’ presente nelle strade che nei tribunali. E’ necessario, quindi, sensibilizzare la popolazione e chiedere apporti in termine di partecipazione. La migliore prevenzione – ha precisato – e’ quella di tipo culturale”. Il magistrato si è poi soffermata sulle varie forme di reclutamento in Paesi stranieri , emerse dai racconti della Direzione nazionale antimafia: le illusione di povere ragazze convinte di trovare l’eden nel nostro Paese, i sequestri dei passaporti, l’iniziazione alla prostituzione attraverso le minacce e il terrore di ritorsione anche ai familiari e le incredibili odissee che finiscono con l’annientare completamente la persona. ” la vera soluzione – ha concluso Maria Teresa Gerace e far rimordere la coscienza e far capire che perde il rispetto di se stesso anche a chi chiede i favori di queste ragazze”. Da qui l’invito a combattere questa minaccia dal punto di vista culturale e stimolare la gente ad essere sentinelle. L’incontro, moderato da Maria Teresa Criniti è poi continuato con le esperienze sul campo dell’Avv. Fabio Saliceti Responsabile della Comunità Progetto Sud, e della dott.ssa Imma Bavaro dell’ Associazione Mago Merlino, entrambi operanti nella zona di Lamezia e con un intervento di Sofia Maria Ciappina, Attivista di Palmi di Amnesty International che ha posto l’indice anche sul problema delle malattie che si accompagna al fenomeno. Quindi è intervenuta l’ Avv. Caterina Origlia Responsabile dello sportello antiviolenza Comune Siderno, che ha anche evidenziato la necessità della creazione di una casa rifugio. Quindi gli interventi del dott. Decio Tortora, Responsabile Area Sociale della Consulta comunale di Siderno e della giornalista Raffaella Rinaldis che hanno ulteriormente arricchito il dibattito evidenziando gli aspetti sociali collegati con la violenza alle donne e alla prostituzione.
nella foto – Gabriella Mollica,Luigi D’ Alessio, Maria Teresa Criniti, Francesco Oliva, Maria Teresa Gerace, BiancaIntervento Mons. Oliva Gerace