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Alluvione in Calabria, cittadini ed esercito ripuliscono le strade

Case e attività commerciali e ricettive distrutte, campagne devastate, locali allagati. Dopo l’alluvione che ha colpito la costa jonica cosentina, i cittadini si sono messi all’opera per ripulire le strade a Rossano, approfittando del sole che questa mattina è spuntato per dare una tregua dopo il nubifragio di ieri.

Anche l’esercito, arrivato in supporto della Protezione civile, si è già messo a lavorare per liberare le vie ostruite dai detriti lasciati dall’acqua che ha straripato dai torrenti. Il livello dei corsi d’acqua oggi è rientrato nella norma ma l’allerta rimane alta per le previsioni meteo delle prossime ore.

Nella notte alla calma si sono alternati i momenti di pioggia. I vigili del fuoco di Cosenza hanno continuato a lavorare ininterrottamente, anche con il supporto delle squadre di Latina, Roma, Avellino, Vibo, Catanzaro, Reggio Calabria, per rispondere a circa duecento chiamate di intervento che erano rimaste sospese ieri nella gestione dell’emergenza.

Sono ancora isolate le strade interpoderali e nell’area dello scalo a Rossano. L’acqua straripata dai torrenti Citrea e Momena ha invaso quelle zone e la Protezione civile sta eseguendo sopralluoghi da questa mattina. Le strade di viale Sant’Angelo sono invece libere dall’acqua ma ai margini restano ancora detriti e alberi. Le cinquecento persone sfollate ieri hanno trascorso la notte nei due palazzetti allestiti dal comune di Rossano per l’accoglienza.

Rossano intanto fa la conta dei danni. E dice addio alla stagione turistica 2015. “I lidi sono andati distrutti, anche i ristoranti e le case – dice all’Adnkronos Francesco Oliverio, residente a Rossano – La stagione estiva è chiusa. Le campagne sono devastate, gli orti distrutti. Mi auguro che il governo accolga la richiesta del governatore Mario Oliverio e ci aiuti, perché l’economia di Rossano è distrutta”.

“Fortunatamente non ci sono state vittime, è stato un miracolo, vedendo quello che è successo. La fortuna è che è successo di mattina. Se fosse successo di notte e avesse sorpreso tutti nel sonno il bilancio sarebbe stato molto più pesante”.

Cinquecento sfollati, tra residenti e turisti, hanno trascorso la notte nelle strutture di accoglienza predisposte dopo il nubifragio. “Questa mattina c’è il sole, speriamo che il bel tempo mantenga – aggiunge – I tecnici hanno lavorato alacremente la scorsa notte per ripristinare i servizi essenziali, dalla luce all’acqua”.

Ma in ballo ci sono anche le responsabilità dell’uomo, e in particolare le deviazioni artificiali dei corsi di acqua, che non hanno potuto seguire il loro sfogo naturale andando a distruggere uno dei muri di contenimento adiacente alla statale 106 e invadendo il paese. “La spinta dell’acqua ha fatto crollare uno dei muri di contenimento delle fiumare, nei pressi della statale 106, e l’acqua, anziché incanalarsi nell’alveo, è finita in paese, devastando tutto”, prosegue.

“I tecnici stanno lavorando per ripristinare i servizi essenziali ma i danni sono enormi”, racconta ancora Oliverio, che vive a Rossano dal 1972 e, continua a ripetere, “una cosa simile in più di 40 anni non l’ho mai vista”. Dal suo orto, dove questa mattina, approfittando del sole, si è recato per fare un sopralluogo, Oliverio, come tanti altri suoi concittadini in queste ore, fa la conta dei danni. “E’ impressionante, le campagne sono devastate, l’orto ormai è distrutto”, racconta. La speranza, ora, è che “non torni la pioggia”.
(foto esercito)