LOCRIDE – ARRIVANO I TURISTI POLACCHI PER LA BUONA GASTRONOMIA E IL CLIMA

Aristide Bava
SIDERNO – Dalla Fiera Internazionale di Rimini la conferma che la gastronomia sta divenendo uno degli elementi più trainanti per il grande turismo. Un aspetto che calza a pennello con le possibilità che può offrire il territorio della Calabria e della Locride in particolare. Confermato dal grande interesse che i Bayer presenti hanno dimostrato per la Riviera dei Gelsomini e per i suoi centri interni che potrebbero “catturare” un turismo diverso da quello estivo. Lo stesso Antonio Muià , general manager di una agenzia turistica locridea ha evidenziato, infatti, l’interesse dimostrato da parecchi Bayer Polacchi, e tra questi almeno cinque interessati soprattutto all’enogastronomia oltre ad altri che puntano al turismo climatico che offre il territorio della Locride anche in periodi non estivi. Altra conferma che nella Locride si potrebbe fare molto arriva da Pino Canzonieri responsabile di una agenzia di viaggi che ha evidenziato dal canto suo un forte interesse turistico da qual Paese da addebitare all’incremento che recentemente c’è stato per i voli che arrivano a Lamezia e/o Reggio Calabria. Per tornare all’importanza della gastronomia, peraltro c’è un esempio indiscutibile di questa “verità” nel piccolo centro interno di Mammola. Poco meno di tremila abitanti, ubicata a 250 metri d’altezza del mare e facilmente raggiungibile attraverso la superstrada Ionio-Tirreno, proprio a meta strada tra le due sponde della provincia reggina. La cittadina di Mammola è riuscita a costruirsi nel giro di poco piu’ di un decennio la fama indiscutibile di “capitale dello stocco” finendo col richiamare, specialmente durante i week-end e nei periodi festivi vere e proprie “carovane” di forestieri – molti dei quali arrivano, finanche con appositi pulmann appositamente programmati per gustare la deliziosa pietanza tradizionale. Il caso di Mammola è certamente la punta di diamante delle possibilità gastronomiche offerte dal territorio anche per lo sviluppo economico che si è verificato nella cittadina grazie alle capacità di un buon numero di imprenditori che hanno fatto diventare lo stocco un fatto trainante per l’intera economia locale ma siamo convinti che, con una buona attività di promozione, molti altri piccoli centri, soprattutto dell’entroterra, potrebbero ottenere ottimi risultati puntando sulla qualità dei prodotti e sul mantenimento equilibrato dei prezzi. In particolare questo aspetto trainante della gastronomia servirebbe anche a rivitalizzare i vari borghi antichi presenti sul territorio della Locride, Ci vengono subito in mente alcuni centri storici che già godono della presenza di alcuni ristoranti tipici molto apprezzati dai cittadini del comprensorio ma ancora poco conosciuti dai forestieri. In questi locali si possono gustare cibi prettamente tipici della tradizione locale che vanno da squisiti e variegati antipasti alla tradizionale pasta di casa, alle classiche polpette fatte in casa, allo stesso stocco ed altre prelibatezze che difficilmente i forestieri riescono a trovare nei ristoranti classici. Tipico esempio, questo, che la gastronomia fa anche economia perchè lo stocco ha dato impulso, a Mammola, a molti posti di lavoro ed ha creato notevoli indotti che hanno dato grande spinta alla cittadina ricca anche di altre importanti attrattive come il Museo di Santa Barbara creato da Nick Spatari, del Santuario di S. Nicodemo e di numerosi Palazzi nobiliari di notevole fattura. Potenzialità che, anche se di natura diversa non mancano in tanti altri borghi dell’entroterra della Locride e della Calabria. Giusto pensare, dunque, che Mammola può fare da esempio anche per altre importanti realtà della fascia ionica e dell’entroterra reggino dove non mancano produzioni d’eccellenza sia in campo gastronomico che enologico. Ecco la necessità, quindi, di sfruttare meglio nella Locride le eccellenze tipiche locali.

Nella foto Pino Canzonieri ( primo da sinistra) e Antonio Muià ( terzo da sinistra) in uno degli stand della Locride