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LOCRIDE – IL CORSECOM PUNTA SULLA CULTURA PER RILANCIARE IL TERRITORIO

Aristide Bava
SIDERNO – La cultura come veicolo di rilancio economico e sociale della città e del territorio come forza trainante anche del settore turistico. E’ questo uno dei nuovi obiettivi del Corsecom , organismo che racchiude le associazioni e i club service della Locride che ha deciso nel corso di una recente riunione dei responsabili del suo esecutivo che si è riunito sotto la presidenza di Mario Diano , presente anche il Coordinatore dell’ Osservatorio sui problemi della Locride, Giuseppe Ventra, di istituire un apposito “settore cultura”da affiancare a quello del turismo . Il coordinamento del settore cultura è stato affidato alla presidente del Sidus Club, Albarosa Dolfin, da anni impegnata, con la sua associazione, nella riscoperta e nella valorizzazione dei beni culturali del territorio. A fianco di Albarisa Dolfin anche il dott. Giovanni Condemi , past president del Rotary Club di Locri e anche lui già da tempo impegnato nel delicato settore. I due saranno affiancati da altri esperi del settore che, già nell’immediato, si occuperanno di un programma proposto dalla stressa Albarosa Dolfin finalizzato a mettere in evidenza le tantissime eccellenze culturali del territorio molte delle quali, al momento, sconosciute al grande pubblico. L’idea è quella di favorire la creazione di un vero e proprio “expo” delle eccellenze ( di varia natura) della Locride e d’intesa con gli operatori turistici e culturali promuoverli a 360 grandi utilizzando al meglio tutti i veicoli promozionali possibili. Nella sostanza far conoscere una Locride diversa da quella che, purtroppo, rimane ancora etichettata come uno stereotipo negativo e non limitandosi ad offrire sempre gli stessi pochi punti forti conosciuti anche a livello internazionale ma puntando su aspetti piu’ generalizzati per evidenziare l’enorme patrimonio esistente certamente poco conosciuto dal grande pubblico e spesso dalla stragrande maggioranza degli stessi cittadini del territorio interessato. Una considerazione che non arriva a caso e che lo stessa Albarosa Dolfin ha consolidato ricordando che i turisti arrivati nella Locride, spesso con qualche ingiustificato timore, una volta conosciuto il territorio, l’ospitalità dei suoi abitanti, e soprattutto il grande patrimonio culturale unitamente alla variegata ricchezza enogastronomica di qualità riscontrata, sono i primi a rimanere sorpresi di tanto potenziale. Ecco, dunque,la necessità di non aspettare solo che i turisti arrivino sul territorio ma farsi carico di un programma tendente a presentare per tempo il ricco potenziale che essi possono trovare puntando, anche e soprattutto, sugli aspetti culturali, a partire dalla presenza dei beni archeologici . musei compresi, per andare alla scoperta delle enorme ricchezze che si trovano nei borghi antichi. L’idea è abbastanza semplice ma certamente non peregrina. E’ ovvio che deve essere accompagnata da un grande lavoro ricognitivo e, quindi, da una successiva attività operativa. In questo – ha precisato Diano – si avrà anche la collaborazione del Tavolo permanente di concertazione per lo sviluppo del Turismo .

nella foto
” Gli scavi presso il Museo di Locri”