Nel corso di una recente riunione dell’esecutivo del Corsecom si è messo a fuoco un problema di notevole rilevanza di cui, però, si parla poco, anche se già alcuni anni addietro anche da parte degli organismi istituzionali è stata rilevata la necessità che venga affrontato in maniera adeguata. Parliamo della opportunità di salvaguardare le coste della provincia reggina dalla continua erosione. Il problema, hanno evidenziato i responsabili del Corsecom guidati dal presidente Mario Diano, continua ad essere sottovalutato. Mentre è bene chiarire che questo problema è certamente da considerare prioritario per una zona come questa della Locride, e come anche quella della provincia tirrenica, dove il turismo dovrebbe essere una priorità assoluta per il loro sviluppo economico e sociale. Gli esperti del Corsecom che, da tempo, si stanno occupando delle problematiche più rilevanti del territorio della Locride, dopo aver preso atto positivamente della conclusione dell’iter di ripristino della Diga sul torrente Lordo, hanno, anche approfondito il tema dell’erosione delle coste che, a suo tempo, gli Operatori turistici del territorio avevano evidenziato che fosse problema che doveva essere affrontato con urgenza. Vale la pena ricordare, a questo proposito, che già nel 2021, gli operatori avevano espresso preoccupazione per l’accentuarsi dell’erosione lungo i litorali, che aveva cominciato a provocare notevoli danni anche sui lungomare, e la stessa Regione Calabria, riconoscendo il fenomeno come una minaccia crescente per il turismo balneare, aveva anche istituito un Tavolo Tecnico Regionale per coordinare i necessari interventi. D’altra parte l’area Metropolitana di Reggio Calabria, con i suoi 220 km di costa, è stata tra le prime ad assumere un ruolo attivo in questo processo, vista la rilevanza del territorio. E, dopo un lungo iter burocratico, nel luglio 2024 aveva istituito, il “Tavolo Tecnico per il coordinamento dei soggetti istituzionali preposti alla mitigazione dell’erosione costiera”. In quell’incontro era stato anche delegato il consigliere metropolitano Salvatore Fuda alla coordinazione e Fuda si era messo subito al lavoro evidenziando l’importanza di un dialogo tra le autorità competenti per affrontare efficacemente l’erosione costiera, un problema che si intreccia con il dissesto idrogeologico e con le problematiche delle fiumare esistenti nel territorio reggino. Emerse, in quel periodo, anche la necessità che le amministrazioni locali – che potevano accedere ai fondi per la progettazione- lavorassero in maniera unitaria per sviluppare progetti ben strutturati. E non a caso uno degli esperti del Corsecom, l’ing. Pasquale Antico, appositamente delegato dalla struttura associativa, approfondì la situazione con lo stesso Salvatore Fuda, che, pur sottolineando la complessità del problema riguardante sia la costa tirrenica che quella ionica, ritenne che, per facilitare tutto, la progettazione poteva essere suddivisa per gruppi di comuni, o anche gestita autonomamente da singoli comuni, a seconda delle specificità delle loro spiagge. Però il problema, ad oggi, rimane in piedi e di passi in avanti pare che si siano fatti pochi. In effetti i pericoli rimangono sempre dietro l’angolo. Gli esperti affermano che per l’erosione i fattori naturali hanno un ruolo di gran lunga predominante e negli ultimi tempi si stanno verificando eventi pericolosi in tutto il Paese. Quelli più importanti sono i forti venti e le tempeste, le correnti vicine alle spiagge, lo stesso innalzamento del livello del mare, la fragilità del suolo e l’apporto liquido e solido dei fiumi al mare. Pericoli che nel territorio calabrese sono notevoli. D’altra parte già, sia nella zona ionica che in quella tirrenica l’erosione costiera ha raggiunto, in molti tratti, livelli di grave dissesto e, considerata la rapida evoluzione dei fenomeni di arretramento delle spiagge che si stanno registrando, le prospettive future cominciano ad essere molto preoccupanti. Cosa testimoniata anche da dati ufficiali che indica la Calabria al terzo posto, in Italia, dopo Sicilia e Puglia, per impatto climatico sulle sue coste e dalla stessa Legambiente Calabria, che ha evidenziato che le nostre coste che pure sono un grande patrimonio naturale, turistico e culturale, diventano sempre più fragili a causa di cambiamenti climatici, abusivismo e urbanizzazione. E il problema riguarda in particolare anche le coste della provincia reggina. E fuori di dubbio, dunque, che il delicato problema debba essere affrontato in tempi brevi e, soprattutto, in maniera concreta.
Nella foto Una foto eloquente dell’erosione del lungomare di Siderno dopo un violento maltempo di anni addietro
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