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LOCRIDE- I SINDACI SCRIVONO A DRAGHI

Aristide Bava
SIDERNO. I 42 Sindaci riuniti nell’Associazione dei Comuni della Locride e il mondo del Volontariato, nei più diversi settori, hanno indirizzato al presiodente del Consiglio Mario Draghi, un appello affinché, in questo particolare momento che il nostro Paese sta vivendo, vengano considerate con la giusta attenzione le ragioni del territorio locrideo. “È noto che il quadro di tutti gli indicatori sociali ed economici che identifica quest’area – dice la nota inviata per conoscenza anche ai Ministri per il Sud, Mara Carfagna, dell’ Economia Daniele Fran co, delle infrastrutture Enricop Giovannini, dello Sviluppo economico Giancarlo Gioergetti – induce alla più grande preoccupazione. Si pensi, innanzitutto, alla situazione di coloro, che, sempre più numerosi, sono scivolati, o stanno scivolando, nella povertà; ciò alimenta sfiducia non disgiunta da un senso assai diffuso di ingiustizia e disuguaglianza che interpella le Istituzioni tutte ponendole di fronte al problema della mancata attuazione dei principi fondamentali espressi dalla nostra Costituzione, su tutti, l’art. 3, commi 1 e (soprattutto) 2. La medesima preoccupazione sorge pensando al futuro dei nostri giovani, la cui unica prospettiva di realizzazione personale ed economica sembra essere quella della emigrazione. Anche lo sguardo sulle attività produttive, – è scritto nella lettera – quasi sempre di piccole dimensioni,non è per nulla tranquillizzante. Quanto ai nostri Comuni – scrivono i sindaci – , in quest’ultimo anno caratterizzato dalla Pandemia, hanno prodotto uno sforzo enorme per fronteggiare rischi ed attenuare disagialle popolazioni; lo hanno fatto con le poche risorse umane e materiali di cui hanno potuto disporre. Oggi, però, ci riempie di speranza la notizia del buon esito della Due Giorni di approfondimento sui problemi del Mezzogiorno, promossa dal nuovo Ministro per il Sud, On. Mara Carfagna. Abbiamo letto analisi preoccupate ma abbiamo anche sentito parole e intenzioni serie di volontà di fare e di operare concretamente. Davanti a noi ci sono effettivamente due straordinarie opportunità, il Recovery plan e il Piano per il Sud 2030, entrambe potenzialmente capaci di mutare il destino del Mezzogiorno e della Calabria in particolare. Le Linee sulle quali esse si muovono sono quelle giuste: incrementare la coesione Nord/Sud, fino a colmare lo storico divario; lavorare con decisione alla transizione ecologica, da noi apprezzata particolarmente, anche in considerazione della importanza che assegniamo all’ambiente, al paesaggio, alla salute del nostro mare e delle nostre montagne; la spinta all’innovazione digitale da impiegare nelle scuole, nella pubblica Amministrazione e negli enti locali, nella sanità, nei trasporti, nel turismo, nelle attività produttive, nella gestione e valorizzazione dei beni culturali, che in gran copia caratterizzano il territorio, conferendogli il fascino di una storia millenaria; l’inserimento nella ZES; le infrastrutture materiali, stradali e ferroviarie, per consentire un rapido collegamento con gli snodi sia verso il Nord del Paese sia per connettere l’intera fascia ionica lunga 500 chilometri, da intendersi nella sua interezza, da Reggio Calabria a Taranto, attraverso tre regioni; in questo ambito, l’ammodernamento della Statale 106 Ionica (unico asse viario tra Reggio e Taranto) rappresenta un risalente e grave problema, la cui soluzione si attende invano da decenni: innanzitutto, la sicurezza, che oggi non è garantita, trattandosi di un’ asse viario concepito quasi cento anni fa e rimasto nella sua gran parte invariato. Essa, connettendo l’intera fascia, ammodernata, avvicinerebbe aree di grande interesse sia storico – archeologico sia turistico, Reggio, Locri, Crotone, Sibari, Metaponto, Taranto (le antiche Regioni: Lokroi Epizephyroi, Kaulon, Kroton, Sybaris, Metapontion, Taris) che, messe in stretta relazione, potrebbero rappresentare una grande opportunità di sviluppo”. La lettera appello , firmata dai presidenti Caterina Belcastro e Giuseppe Campoisi aggiunge ancora “Più volte è stato altresì evidenziato (nei giorni scorsi lo hanno fatto illustri studiosi di politica internazionale e importanti personalità politiche) che quest’fascia è affacciata sul Mar Mediterraneo, teatro, in questo momento, ricco di potenzialità ma anche pericolosamente carico di tensioni. Ebbene, questo lunga fascia, per le ragioni appena esposte, può ben essere vista come un tratto significativo della frontiera Sud dell’Europa, la quale, se vuole guardare con interesse all’Area Mediterranea, deve strategicamente “attrezzare” i punti in cui la connessione è diretta. Le medesime considerazioni valgono per la ferrovia ionica, anch’essa ferma a più di un secolo fa, per la quale sono disponibili risorse che inspiegabilmente tardano ad essere spese. Questi interventi, e Lei ce lo insegna, darebbero ossigeno al nostro sistema economico, contribuendo notevolmente ad abbassare il tasso di disoccupazione che ci connota. Siamo consapevoli delle nostre responsabilità, coscienti che occorre partire da una analisi corretta delle problematiche che ci frenano, tra le quali la presenza della criminalità organizzata, unita ad una visione ampia ed elevata degli obbiettivi. La ringraziamo, Signor Presidente, – conclude la nota – certi che leggerà queste brevi note con animo, ben predisposto, attento e solidale”. La lettera è stata inviata per conoscenza anche ai Segretari nazionali della Cgil, Maurizio Landini, della Uil Pierpaolo Bombardieri e della Cisl, Luigi Sbarra, questi ultimi due con origini proprio del territorio della Locride.