LOCRIDE – IL TURISMO CHE NON C’E’

Aristide Bava
SIDERNO – In questo periodo gli Operatori turistici della Locride sono impegnati, unitamente al Corsecom a dare ulteriori stimoli agli amministratori locali del territorio per cercare di affrontare con piu’ impegno le varie problematiche del territorio. L’obiettivo è chiaro: sfruttare in maniera migliore le enormi potenzialità della Locride e far affluire piu’ gente possibile soprattutto adesso che la situazione internazionale sembra favorire posti come la Calabria. D’altra parte anche se le grandi potenzialità della Locride non sono per nulla sfruttate nella loro pienezza , i turisti che arrivano in questo lembo di territorio continuano ad apprezzare con particolarità quella che è certamente da considerare una delle caratteristiche più interessanti di questo comprensorio della provincia di Reggio Calabria. La possibilità di fare vacanze “miste” sfruttando sia il mare che la montagna, ma anche, e forse soprattutto, piacevoli centri interni impregnati di grande fascino e una enogastronomia che, Expo a parte, sta diventando la spinta principale del settore. Ma come si puo’ pensare di fare grande turismo se la situazione del territorio della locride continua a rimanere quella che è e se, ancora, ad esempio, dopo i recenti eventi alluvionali che hanno devastato il territorio non si è fatto nulla, o quasi, per dare un assetto piu’ confacente al territorio. Lungomari in tilt, strade dissestate , mancanza di infrastrutture adeguate sono ormai una costante in tutta la fascia ionica reggina. Gli operatori turistici non hanno intenzione di arrendersi e continuano a sperare che la situazione cambi e fino a qualche giorno addietro hanno anche sottoposto all’attenzione dei sindaci la necessità di dar vita ad un tavolo di concertazione proprio per promuovere il turismo a piu’ alti livelli e, soprattutto, per chiedere l’attivazione di un necessario “progetto per la Locride” che riesca finalmente a coinvolgere in maniera generalizzata tutti i Comuni del territorio. Le speranze degli Operatori turistici e dei vari rappresentanti delle associazioni che fanno capo al Corsecom noon sembrano, pero’, far breccia in una realtà negativa che non si puo’ disconoscere. Ed è un vero peccato perché la conformazione di questa striscia di territorio della fascia jonica reggina, consentirebbe finanche, un piacevole interscambio in tempi molto brevi di un turismo mare – monti che pochissime zone si possono permettere di avere. Bastano una diecina di minuti d’auto per passare dalla soleggiata “riviera” e da un mare per fortuna ancora splendido, malgrado qualche sprazzo di sporcizia che di tanto in tanto fa capolino tra le onde di alcuni litorali penalizzati da un eccesso di scarichi abusivi ad un territorio collinare con caratteristiche climatiche decisamente opposte, all’interno del quale esistono splendidi centri storici. Certamente un potenziale in più per un comprensorio che proprio nel turismo può avere la sua più importante arma vincente. Non solo mare, insomma, ma anche sprazzi di montagne affascinanti, piacevoli colline e, soprattutto, importanti centri interni ricchi di storia e di cultura. Gli giusti ingredienti per un turismo che diventa sempre più esigente. Purtroppo, pero’, l’assenteismo politico e l’abbandono del territorio sono il grande freno ad una terra certamente bella e affascinante ma ancora troppo lontana dal poter essere turisticamente sfruttata per quanto potrebbe meritare.

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