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LOCRIDE – LA RESISTENZA OGGI VISTA DA FATTORE COMUNE

Aristide Bava
SIDERNO – Qual è, oggi, il senso della ricorrenza del 25 Aprile ? Se lo chiede il movimento politico Fattore Comune d’intesa con il Circolo si Sinistra Italiana ” Enrico Berlinger ” iun vista della ricorrenza di oggi, del 25 aprile, sottolineando subito che la Resistenza italiana si inserisce nel più ampio panorama delle Resistenze europee, ma ha delle caratteristiche e delle peculiarità che la rendono unica all’interno di questo più ampio movimento europeo. D’altra parte, oggi, parlare di Resistenza – ammette il movimento – sembrerebbe quasi strano anche se oggi non mancano molte analogie con il passato. Ecco perchè parlare di Resistenza e ricordare il 25 aprile, secondo Fattore Comune, non è mai anacronistico. Tutt’altro! “È il germe da cui far rinascere quei sentimenti di Libertà, Democrazia e Pace che sembrano ormai dissolti nell’oblio di pagine grigie di storia. Storia vissuta, passata, dimenticata…. ma così non è! La Liberazione non è mai finita perché la lotta mai dovrà finire e mai bisognerà spegnere la voce dei diritti umani, dei diritti costituzionali, imprescindibili e inalienabili, senza i quali una società civile non potrebbe neanche esistere.
Resistenza significa, oggi come ieri, diritto alla rivolta contro l’oppressione, la sopraffazione, l’ingiustizia sociale, le strategie mediatiche, i personalismi e gli abusi di potere”. Quindi una serie di considerazioni sulla resistenza che “significa, oggi come ieri, essere dotati di una coscienza politica e di un sentimento nazionale che non rimangano incantati da lusinghe e parate mediatiche ma che vogliano ripartire dalla gente e con la gente per un’Italia più giusta, più sana e più onesta”. Ed ancora significa ” oggi come ieri, ripudiare la guerra ed è a questo principio fondamentale che deve conformarsi la politica estera del nostro Governo, non ai principi della realpolitik. Ripudiare la guerra significa prendere le distanze da qualsiasi intervento militare arbitrario ed unilaterale”. Non manca, quindi un pensiero alla Siria “dove non si sta combattendo una guerra civile, un conflitto interno, come spesso viene descritto, ma una guerra strategica per certi equilibri geopolitici globali. Da una parte Stati Uniti, Turchia e Arabia Saudita e dall’altra Russia, Iran e Siria stanno giocando questa partita sulla pelle del popolo siriano, vittima innocente”. Poi la considerazione che per il movimento “resistenza” oggi significa che l’Italia, membro del Consiglio di Sicurezza ONU, chieda l’immediato cessate il fuoco e rilanci la proposta di una conferenza di Pace,” nel rispetto della nostra Costituzione che ripudia la guerra e persegue la lotta alle diseguaglianze per il bene di tutto il popolo” e il monito finale che “Finché si proteggerà la Memoria, si imparerà che il passato è sempre presente e che quello che è accaduto continua ad accadere. Allora capiremo che la Liberazione non è mai finita e che la Resistenza è l’unica arma per un mondo migliore”.