LOCRIDE – PER DARE SPINTA A TURISMO ED ECONOMIA E’ NECESSARIO RISCOPRIRE IL FASCINO DEI BORGHI ANTICHI

di Aristide Bava
Adesso che l’imprenditoria turistica della Locride si è messa alle spalle la stagione estiva c’è da guardare con attenzione alla possibilità di attrarre i forestieri sfruttando meglio quello che certamente è un patrimonio notevole del territorio, ovvero i borghi antichi. D’altra parte oggi si fa un gran parlare della necessità di ripopolare i borghi antichi. La loro riscoperta e la loro possibile rivalutazione è ormai oggetto di iniziative a grandi livelli, anche nazionali tant’è che negli ultimi anni si è messo a fuoco anche l’importanza del cosiddetto “turismo delle radici” che tende proprio a favorire l’incremento di presenze nei centri storici. E’ fuori di dubbio che la Locride è molto ricca di tanti borghi antichi ma sino a quando questo grande patrimonio non sarà rivalutato resteranno mete poco conosciute e poco frequentate. Un peccato perché potrebbero dare grande spinta al turismo “diverso”, creare economia e rivalutazione per evitare anche che continui la spoliazione del capitale umano. D’altra parte i centri storici con le loro viuzze, i portoni, le finestrelle chiuse, sono il segno della storia dei loro Comuni e la Locride, territorio impregnato di queste “scrigni” che contengono grandi tesori storici e culturali, potrebbe rivendicare appieno la necessità di contare su progetti che contemplino la loro rigenerazione culturale e sociale. Perché, dunque, non si pensa ad una ipotesi progettuale capace di valorizzare seriamente queste ricchezze del territorio? Allo stato attuale, malgrado l’enorme patrimonio esistente nel comprensorio della Locride la maggior parte della gente conosce solamente ( e in modo parziale) Gerace, che è un pò la punta di diamante del territorio, Stilo per la presenza della famosa Cattolica ( ma la città è ricca di tanti altri tesori…), Casignana, aiutata dalla presenza della Villa Romana ( ma il borgo antico è tutt’altra cosa..), Siderno superiore, per i suoi fermenti culturali e per alcune iniziative di grande impatto sociale, in qualche modo Mammola per l’attrattiva gastronomica dello stocco e in maniera molto sommaria Roccella, Caulonia, Gioiosa Jonica oltre a S. Agata del Bianco che, in questi ultimi tempi , grazie ai suoi murales e alle sue attività culturali ha dato una sua bella immagine. Troppo poco per garantire una visione completa del territorio e una possibile economia circolare che dovrebbe contare sulla nascita di possibili iniziative imprenditoriali capaci di dare un miglioramento socio-economico di queste aree interne, magari con la creazione di botteghe artigianali, e di ulteriori trattorie e/o ristoranti con le tipicità del luogo. Solo in qualche piccolo centro interno qualcosa, in questa direzione, si sta facendo ma se la cosa diventasse più generalizzata, il richiamo si potrebbe allargare molto di più per dare vita a una “rete” capace di interessare anche il grande turismo, obiettivo principale, se non unico, del territorio per garantire le presenze che si aspettano di anno in anno ma che rimangono ancora molto limitate. Certo, i grandi risultati non possono arrivare da soli, servirebbero sindaci dalle buone vedute, uffici tecnici efficienti, qualche buona capacità imprenditoriale e, soprattutto, la stessa collaborazione dei cittadini residenti. E servirebbe, soprattutto, una buona spinta da parte delle Istituzioni che attraverso un adeguato progetto sinergico ( il segreto forse è proprio questo…) stimolasse il reale rilancio dei centri storici. Ci rendiamo conto che non è facile, soprattutto in un territorio come questo della Locride dove l’abbandono e l’assenteismo si trascina da tempo immemore, ma il gioco varrebbe certamente la candela e non guasterebbe che questa proposta venisse presa in considerazione ( e attuata…) dai futuri amministratori regionali.

Nella foto : Gerace