LOCRIDE – SEMPRE ATTUALE IL PROBLEMA “DEPURAZIONE”

Aristide Bava
SIDERNO
La recente notizia che la Capitaneria di Porto ha ordinato il sequestro delle pompe di sollevamento che portano i liquami provenienti dalle fognature comunali al depuratore, che ha sede a Bianco, e di cui usufruiscono anche i comuni di Benestare, Palizzi, Casignana e Bovalino, riapre l’annosa problematica della depurazione in tutto il territorio della Locride. Senza entrare nel merito di quest’ultima vicenda che, ovviamente seguirà il suo iter legato ad un impianto il cui funzionamento è stato spesso messo sotto accusa, pare doveroso ritornare sulla necessità che si affronti in maniera piu decisa , adesso che sta per arrivare la nuova stagione balneare, le varie precarietà che si accompagnano lungo tutto il territorio della locride, al problem della depurazione oggetto, come è noto, negli anni passati di clamorose proteste, e di “fughe” dei bagnanti da molte spiagge. Il problema è stato affrontato, nei giorni scorsi, anche nel corso di una riunione del Tavolo permanente di concertazione sui problemi della Locride convocato dalla segreteria del Corsecom che si è assunta l’onere di coordinare le varie strutture chiamate a dare il contributo alla soluzione dei problemi del territorio. E in quella occasione il problema della Depurazione è stato indicato come una priorità assoluta del comprensorio, al pari della problematica dei rifiuti ( che sembra in via di risoluzione) e lo stesso Mario Diano, d’intesa con Maurio Baggetta, presidente del Consorzio degli Operatori turistici “Jonica Holidays” ha ricordato che già da qualche anno il problema pareva dovesse risolversi definitivamente, ma tutte le aspettative sono andate deluse e, a parte, qualche provvedimento tampone, la situazione è rimasta, e rimane, decisamente precaria tra alti e bassi spesso determinati dal cambio del vento e dagli orari in cui la gente fa il bagno. Un problema, dunque, che rimane di grande attualità e che rimane anche nel “mirino” dell’Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita, che proprio pochi giorni addietro ha illustrato presso il Centro della protezione civile il suo programma annuale e che tramite il presidente Arturo Rocca ha anch’esso indicato come grande priorità la problematica della depurazione che aveva già affrontato concretizzando una prima fase di monitoraggio con la presentazione della richiesta d’accesso alle informazioni ambientali sui sistemi di depurazione inoltrata ai comuni dove operano le realtà associative afferenti all’Osservatorio Ambientale, ovvero Agnana, Ardore, Bagnara, Bianco, Gioiosa Ionica, Mammola, Marina di Gioiosa I., Melito di P.S., Molochio, Portigliola, Riace, Roccella J., S. Ilario sullo Jonio, Siderno. Secondo la nota diffusa a suo tempo , l’Osservatorio continuerà la sua attività di controllo con sopralluoghi presso gli impianti, dove, i tecnici del comitato scientifico dell’Osservatorio Ambientale, prenderanno in esame lo stato di consistenza generale nell’ambito di una campagna di monitoraggio denominata “Acque reflue: chiarezza dai depuratori”, per poi presentare al pubblico un dettagliato dossier. Una iniziativa certamente positiva anche se, a parte la verifica delle anomalie esistenti che chiaramente esistono altrimenti il sistema di depurazione non sarebbe cosi’ precario come da piu’ parti si denuncia, servirebbero azioni molto piu’incisive sia da parte delel varie amministrazioni comunali interessate che , soprattutto, da parte della Regione Calabria che sino a questo momento ha dato l’impressione di aver fatto troppo poco per risolvere i gravi problemi che si accompagnano alla depurazione delle acque della Locride. Il problema, in ogni caso, rimane di grande attualità. Vedremo.