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LOCRIDE – SINDACI TUTTI A ROMA AI PRIMI DI MAGGIO

Aristide Bava
SIDERNO – La riunione dei sindaci della Locride tenutasi martedi sera presso il salone comunale della città, finalizzata nelle intenzioni degli organizzatori, soprattutto ad evidenziare la vicinanza dei primi cittadini al Vescovo della Diocesi Mons. Francesco Oliva, rimasto coinvolto , suo malgrado, in una polemica legata alla manifestazione di protesta che si è tenuta a Plati’ a causa delle dichiarazione della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, è servita, invece ad una serie di riflessioni che hanno indotto gli stessi primi cittadini a mettere sul tappeto i ( tanti) problemi del territorio della Locride e quelli che si portano appresso loro stessi. Se, infatti, il comunicato stampa diffuso dalla Diocesi con la notizia che la “polemica” tra il Vescovo e Rosy Bindi era stata chiusa dopo un loro chiarimento diretto ha in qualche modo spiazzato i sindaci e condizionato l’andamento della seduta è anche vero che dal dibattito che si è tenuto, prolungatosi per circa 4 ore, il quadro che è emerso non è stato certamente confortante tant’è che ci sono volute le nette contrapposizioni di vedute tra il presidente dell’assemblea Giorgio Imperitura e il sindaco di Bianco Aldo Canturi per evitare che tutto, come al solito, finisse a “tarallucci e vino “ senza neppure la solita decisione di stilare il puntuale documento che ormai – ne sono stati stilati a diecine – fa parte di un rituale tanto scontato quanto inutile. Lo “scossone”, seppure arrivato nella fase terminale della riunione, dato da Aldo Canturi è servito, invece a scuotere alcuni sindaci, primo tra tutti Giovanni Calabrese, che hanno ravvisato la necessità di attivare qualche iniziativa valida a richiamare l’attenzione del Governo nazionale su questa parte di territorio che sembra veramente non interessare a nessuno . La provocatoria proposta di Calabrese di organizzare un “contro primo maggio “ è stata debitamente affinata e, grazie anche all’intervento come al solito pragmatico di Pietro Fuda che ha evidenziato la necessità di non attivare una manifestazione semplicemente per protestare ma piuttosto per far conoscere il disagio che sta vivendo la Locride, direttamente ai responsabili del Governo , alla fine si è deciso che i sindaci della Locride andranno a Roma , tutti assieme con tanto di fascia tricolore e davanti a Palazzo Chigi, nei giorni 3, 4 e 5 maggio cercheranno di fare sentire la loro voce . L’obiettivo, o la speranza che dir si voglia, è quello di smuovere definitivamente le coscienze dei politici che contano e di ottenere udienza da qualcuno che possa dare risposte adeguate al forte grido di dolore che continua a levarsi dal territorio della Locride. Faceva bene d’altra parte il Vescovo Oliva che nella sua nota invitava a bandire le polemiche e utilizzare l’occasione dell’incontro dei sindaci a trovare soluzione ai problemi senza piangersi addosso e forse la “marcia su Roma” potrebbe anche ottenere qualche risultato. Tutto, però, potrebbe dipendere dal grado di unità che gli stessi sindaci sono chiamati a dimostrare che, per la verità nel corso della riunione non è sembrato essere ottimale. Ed è bene, dunque evidenziare che lo stesso Vescovo, che ben conosce la situazione locale, rivolgendosi ai sindaci affermava che per ottenere risultati “siamo chiamati a remare tutti dalla stessa parte in piena sintonia…”. Forse il problema piu’ grave, qui’ nella Locride, è proprio questo. E visto che ancora sono molti i giorni che ci dividono dall’incontro romano non guasterebbe che i sindaci li utilizzassero per sanare quanto c’è da sanare all’interno dell’assemblea e per individuare la tanto auspicata ipotesi progettuale da prospettare e , soprattutto, da sostenere in maniera forte e compatta.
nella foto l’intervento di Calabrese

intervento calabrese