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LOCRIDE – SLAI COBAS -LOCRIDE AMBIENTE, LA POLEMICA CONTINUA

Aristide Bava
SIDERNO – La Direzione di Locride Ambiente Spa, con una lunga nota, contesta le pesanti accuse che il sindacato Slai Cobas ha rivolto alla società nel proclamare prima lo stato di agitazione dei dipendenti e poi uno sciopero, poi revocato, per il 25 marzo giudicando le motivazioni addotte dal sindacato “diffamanti”. Locride Ambiente ripercorre nella nota le varie tappe che hanno portato alla presa di posizione dello Slai Cobas precisando che la società “era nella piena regolarità, avendo preventivamente osservato tutte le disposizioni di legge” malgrado lo stato di agitazione e lo sciopero siano stati motivati per la “mancata adozione da parte delle società ,nonostante le precise e reiterate denunce, di tutte le necessarie misure igieniche, finalizzate a fronteggiare l’emergenza sanitaria nazionale e alla messa in sicurezza dei lavoratori” , i quali, senza queste misure, non possono ottemperare alle prescrizioni. Locride ambiente contesta anche presunti mancati riscontri definendoli un “pretesto” e ricorda che “le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Professionali erano state sensibilizzate sulla necessità di non astenersi dal lavoro”, ma Slai-Cobas ha pensato di ignorare tale invito, sollevando contestazioni del tutto infondate”. Il tutto per arrivare al 14 marzo quando il sindacato ha proclamato lo sciopero per il 25 marzo. “Tre giorni dopo, quindi il 17 marzo 2020, Locride Ambiente con una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Prefettura di Reggio Calabria, All’Asp di Reggio Calabria e alla Commissione di Garanzia, relaziona su ciò che è stato già fatto, a conferma che Slai-Cobas ha riferito gravissime inesattezze”. Detto questo la società afferma che “sta facendo ogni cosa per rispettare i contenuti del DPCM dell’8 marzo 2020″ e dichiara formalmente quanto attivato per essere in regola con la normativa precisando che per quanto riguarda l’utilizzo di tute monouso. come richiesto da Slai-Cobas, ” gli indumenti in dotazione sono altamente sicuri e tutelano gli operatori e che gli stessi indumenti garantiscono, in fase di lavoro, la visibilità anche notturna degli operatori”. Nella parte finale la conclusione che Slai Cobas ha cercato di motivare la sua marcia indietro ( ovvero la revoca dello sciopero) ” avendo preso atto dell’appello che la Commissione di Garanzia ha rivolto alle organizzazione sindacali, ma anche alle Aziende che operano nella raccolta dei rifiuti e ai Comuni. Un atto di ossequio all’Autorità che Locride Ambiente SpA ovviamente apprezza; ma le accuse alla Società Slai-Cobas le può solo ritirare. Perché semplicemente diffamatorie”.