LOCRIDE- ZES: E’ INIZIATA LA GUERRA TRA POVERI

Aristide Bava
SIDERNO – Zes , comincia la guerra tra poveri ? Se è così la Locride ha poche speranze di ottenere l’importante riconoscimento. Di questo avviso è Roberto Ieraci, presidente dell’ Associazione culturale ” Nuovi orizzonti per il Sud” che in una sua nota afferma ” C’è chi ci crede e chi no alla possibilità di ottenere la Zes per la Locride. I primi sono di più, i secondi, comunque, sarebbero felici di essere smentiti dai fatti. Intanto, però, bisogna prendere atto della debolezza “istituzionale” della Locride”. Ieraci precisa a questo punto che eguale richiesta viene da Corigliano e Rossano, “che si basano su portualità e sviluppo economico” e dall’area Centrale della Regione, Catanzaro ” che vanta il Centro direzionale”, Lamezia con l’Aeroporto, Crotone con il Porto e Vibo che vuole aggregarsi. E’ anche preoccupato di cosa soprattutto, si sta verificando a Gioia Tauro dove “sta andando tutto indietro, il Porto ha perso peso e vanno in crisi i livelli occupazionali”. L’ “asso” della Zes, che interverrebbe come vantaggio fiscale potrebbe essere il toccasana. Secondo Ieraci, però, se a Gioia Tauro ” la partita si può già giocare, qui dobbiamo iniziarla”. Ecco, dunque, l’auspicio del presidente di Nuovi Orizzonti per il Sud che ” Da Catanzaro e da Roma arrivino, a breve, gli investimenti realizzabili, visto le gravi emergenze che viviamo : Statale 106 e viabilità rammodernate, i finanziamenti impantanati di Ambiente e dei riparti degli assessorati”. La Zes sarebbe necessaria perchè ” La partita che debbono giocare le imprese, quelle locali ,”può portare la Locride sui mercati extraregionali e internazionali, creando sistemiche occasioni di lavoro stabile e duraturo in settori produttivi a domanda globale, interessando sia il settore dei servizi sia l’agri-industria e il manifatturiero”. Ieraci si rifà anche a quanto ha detto il prof. Francesco Aiello, relatore al convegno di Locri sulla Zes. ” Olio e vini, i passiti come il Greco e il Mantonico, i formaggi, in particolare il caciocavallo, il bergamotto, tutti prodotti locali che possono conquistare un mercato extra regionale e internazionale, come è riuscito al vibonese con ‘nduja, gelato, amaro, tonno con marchi rinomati”. Nella parte finale la raccomandazione una sereie di considerazioni sull’emigrazione dei giovani della Locride, sugli aspetti sociali e sulla falsa idea che riqualificando l’assistenza o mettendo a regime i lavoratori forestali si risolva la cosa. Oppure che ” basti un convegno, confuso e incompleto, a far avvicinare i fatti”.
nella foto Roberto Ieraci