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LOCRI(RC)-CALCIO:TRAGUARDO RAGGIUNTO.ANTONELLA MODAFFERI RINGRAZIA LO STAFF ED I RAGAZZI

Se avete finito tutti ora tocca a me. Ma aspettavo l’11 maggio.
E’ stato un anno fantastico e non solo perché abbiamo vinto tutto ciò che c’era da vincere ma, soprattutto, perchè il “mio” DS ha mantenuto due promesse: scegliere gli uomini prima dei calciatori e “vendicarmi” dalle umiliazioni che avevo subito lo scorso anno, dalle falsità e dalle ipocrisie.
Missione compiuta, Varrà ha fatto le scelte giuste. Ha reclutato il Locri 2017/18, fatto da uomini. Ed ora è giusto, ringraziarli, ad uno ad uno, raccontandovi non quello che hanno scritto i giornali di loro, non le schede tecniche, se calciano di destro o di sinistro neanche lo so, ma voglio condividere con voi e finalmente dirlo anche a loro, come li ho visti io. Alcune frasi non saranno capite da tutti ma sono sicura che da loro si.
Primi fra tutti gli under, che oltre che per la bravura calcistica, hanno primeggiato per educazione, per rispetto della gerarchia, per professionalità, davvero doti rare alla loro età. Pietro Baccillieri, Antonio Battista, Luciano Costabile, Vincenzo Foti, Alex Guttà, Fabio Lanza, Giuseppe Fichera, Mario Paolella, Nunzio Tripodi, siete stati voi dei grandi, quando eravate in campo non ci avete fatto sentire la mancanza dei cosiddetti “grandi”. Avrete sempre una seconda famiglia a Locri .
Ne manca uno…il mio Giò Giorgio Galluzzo, una piovra, occhi d’angelo e grinta da vendere, che con le sue esultanze da chitarrista metal ha fatto innamorare tutti .
E poi loro…che squadrone. Un attaccamento alla maglia da sembrare cresciuti a Locri.
Serafino Bruzzese, finchè hai giocato ti chiamavamo Speedy Gonzales, sulla fascia da 0 a 100 km/h in 7 secondi, poi t’è presa la fannulloneria e hai deciso di fare “solo” l’uomo spogliatoio, di avere la parola giusta al momento giusto, di rassicurarmi, di istigare al sorriso, di esserci lo stesso e … di bruciare mutande..a proposito mi devi 50,00 euro perché son stata zitta. Grazie Sera
Matteo Carbone, ci sarebbe da scrivere un libro su di te…e non è detto che non lo farò. Siamo stati due mesi a studiarci, io scrutavo te, ogni parola, ogni gesto, ma ogni volta che lo facevo mi accorgevo che tu stavi scrutando me. E finalmente abbiamo capito che potevamo fidarci l’uno dell’altro. Perché a me era rimasta la paura di te, di come ti vedevo l’anno scorso. Ciccio per un anno mi ha parlato di te descrivendoti come un cucciolo… ed io rispondevo che sei un killer. Avevamo ragione tutti e due, in campo un killer spietato, pronto a tutto per la maglia che indossi, fuori dal campo la personificazione della bontà. Ed era quella la cattiveria, lottare per la TUA maglia, a qualunque costo, anche di farti dei nemici. Grazie Matty
Riccardo Castellano, impenetrabile, sono riuscita a cogliere qualcosa di lui, solo in occasione di un viaggetto fatto insieme. Mi sembravi scontroso ma invece eri solo di poche parole, poche ma taglienti; un bulldozer, sincero, un amico di cui fidarsi. Un “abbracciame cchiu fort” che mi accompagnerà per tutta la vita. Grazie Ricky
Andrea Coluccio, mi è bastato guardare i suoi occhi lucidi per colpa mia, per capire che il mio volerlo a tutti i costi mi sarebbe stato ripagato. Una sicurezza in campo, una sicurezza dentro, fuori e nei dintorni del campo. Chi parla male di te lo fa solo per invidia e cattiveria. Grazie Papà Barzetti
Manuel Conversi, sei tu il vero cucciolo. Per parlare con te bisogna fare un corso accelerato di psicologia applicata, bisogna trovare le parole giuste, riuscire a beccare il tuo sguardo sfuggente. Capirti è stato difficile ma mi piacciono i casi impossibili e tu sei stato all’altezza dei miei studi. Grazie Manu
Alessandro Dascoli, l’eleganza, la nobiltà, il vero sangue blu. Oltre che per la bravura ti sei fatto notare per questo, per i modi garbati e composti. Sembravi uscito da una cartolina d’altri tempi, sempre a mettere pace con i tuoi “…ma lascia stare…” Un angelo. Grazie Ale
Luigi Iervasi, in due anni abbiamo scambiato si e no dieci parole ma pochi giorni fa mi hai finalmente detto cosa pensavi di me e mi hai emozionata. Sei stato la mia sicurezza, sei stato la professionalità, sei stato l’unica certezza dell’anno scorso e sapevo che non avresti lasciato da soli me ed il Locri e che ci saresti stato fino alla fine. Grazie Gigi
Giovanni Libri, accanto al tuo nome ci vedo scritto “e passa sta palla” ma quasi tutte le volte in cui non l’hai passata è stato un bene. Quest’anno mi hai vista piangere solo di gioia ma l’anno scorso le tue spalle sono state forti anche per me e ricorderò sempre quello spogliatoio vuoto, da cui avevo cacciato tutti fuori, tutti tranne te. Grazie Gianni
Sergio Lombardo, sei preoccupato ? Tranquillo, per te ho solo due parole : cavallo di razza. Ti ho definito sempre così e così sei stato. La domenica per te esistono solo 90 minuti, non c’è né un prima né un post partita, solo la partita. Un professionista, un campione. Grazie Sergio
Marco Puntoriere, un ragazzotto dal cuore d’oro in una corazza da supereroe. Hai tolto la corazza solo per cinque minuti ma l’hai rimessa subito. I tifosi ti credevano un robottino che faceva solo goal, in un attimo sei diventato il loro idolo Grazie Marco
Pino Ruggiero, ma da dove sei piovuto ? Eri quello che serviva a questa banda: la calma, lo humour inglese, la pacatezza. Nella vita come in campo, la tranquillità della tua presenza. Le tue imitazioni rimarranno a vita nel mio cellulare, perchè sono un antidepressivo naturale. Grazie Pino
Michele Siano, la prima volta che ti ho visto eri spaesato. Tu preoccupato di dove t’avevano portato, io preoccupata di chi m’avevano portato . Beh, è stato un ottimo punto di partenza, perchè tu mi hai dimostrato quanto valevi ed io ti ho fatto capire che Locri non era poi così male. E sei diventato Locrese anche tu. Tonino sta bene. Grazie Michy
Davide Varricchio, meno male che l’ordine alfabetico ti ha messo per ultimo. Come definirti ? Un Ultras ceduto al campo, un trascinatore di folle, un irriverente, una persona con cui è difficile annoiarsi, la simpatia, la gioia di vivere, trasmetti felicità solo a guardarti. Un mito. Grazie Varry
Eccoli i miei ragazzi, quelli con cui ho vissuto ogni giorno dei miei ultimi nove mesi…una gravidanza. Perché io sono stata sempre con loro, li ho esaltati, li ho ammirati, li ho difesi come miei figli, li ho curati, li ho consolati, gli ho battuto le mani, con loro ho urlato di gioia, ho riso, ho pianto, con loro ho trascorso ore di autobus, minuti di gara, cene festose e pranzi nervosi. E loro solo guardandomi negli occhi mi hanno capita. Grazie ragazzi, spero che le nostre strade si rincontreranno