Una serata di celebrazioni, riflessioni e identità al Circolo Polimeni, tra eccellenze autentiche e un numero di premi che solleva più di una domanda
di DANIELA LA CAVA
La XXIII edizione del Premio Nazionale “Reggio Calabria Day” si è svolta domenica 12 luglio 2026 nella cornice prestigiosa del Circolo Tennis “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria, trasformato per l’occasione in un luogo di incontro tra istituzioni, cultura, impegno civile e identità territoriale. La serata, elegante e partecipata, ha visto la presenza di autorità civili, militari, religiose e sportive, insieme a professionisti, artisti, imprenditori, ricercatori e cittadini che riconoscono nel Premio un momento simbolico della vita culturale reggina.
Promossa dall’Associazione Turistica Pro Loco Città di Reggio Calabria, la manifestazione è stata condotta da Francesca Laurendi e Gianluca Scopelliti, che hanno accompagnato il pubblico attraverso un percorso ricco di testimonianze e riconoscimenti. Al centro della serata, come da tradizione, le pergamene ufficiali, ciascuna recante la motivazione che racconta il valore del premiato e il contributo offerto alla comunità.
Uno dei più alti riconoscimenti, tra i numerosissimi premiati, è stato conferito al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Roberto Placido di Palma, figura istituzionale di riferimento nella tutela dei diritti dei minori. La sua attività, fondata sull’ascolto, sulla protezione e sulla promozione dell’inclusione, rappresenta un presidio essenziale per la crescita civile della comunità. La pergamena ne ha celebrato l’impegno costante e la capacità di tradurre la responsabilità istituzionale in azioni concrete a favore dei più fragili.
Tra i momenti più sentiti della serata, quello dedicato al Gruppo Artistico Popolare “Blu Sky Cabaret”, realtà storica del teatro vernacolare reggino. Dopo la scomparsa del compianto Mimmo Raffa, fondatore insieme alla consorte Angela Costantino, la guida del gruppo è stata affidata a Giuseppe De Gregorio, oggi presidente della compagnia. Da oltre 50 anni il Blu Sky Cabaret racconta il territorio con ironia, leggerezza e un vernacolo che è diventato patrimonio identitario della città. L’unico momento in cui il maxischermo si è acceso è stato proprio per ricordare Mimmo Raffa: un tributo intenso, accolto da un lungo applauso, che ha restituito alla platea la storia e l’eredità della compagnia teatrale più conosciuta e amata di Reggio Calabria.
A seguire, il riconoscimento all’Architetto Carmelo Raco, artista poliedrico e grande eccellenza calabrese, capace di fondere architettura, scultura e pittura in un linguaggio che onora l’arte classica in tutte le sue declinazioni, senza tralasciare scrittura e moderne tecnologie a servizio dell’espressione artistica. Il Maestro Andrea Francesco Calabrese, musicista e poeta, docente del prestigioso Conservatorio “Francesco Cilea”, è stato premiato per il contributo offerto alla vita musicale e culturale italiana: pianista e compositore, autore di ricerche che intrecciano musica e linguistica, sue composizioni sono state eseguite in Italia e all’estero e hanno accompagnato produzioni teatrali e cinematografiche, tra cui la colonna sonora de La Battaglia d’Aspromonte. La pergamena ne ha sottolineato il profilo di studioso e artista capace di coniugare rigore accademico e sensibilità creativa. Premiata anche la giornalista Lucia Federico, già insignita nel 2014 del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per il suo impegno nella tutela della verità e nella promozione del dibattito pubblico.; e, nella sezione Sicurezza Pubblica, il brigadiere Vincenzo Condò, menzionato per il servizio svolto sul territorio.
Tra le new entry dell’edizione 2026, la categoria Giornalismo, pensata per rendere onore ai professionisti dell’informazione. Una scelta che, nelle intenzioni, mira a valorizzare un settore fondamentale per la vita democratica. Tuttavia, l’intervento del premiato Carlo Parisi, presentato come “padre del giornalismo reggino”, ha suscitato riflessioni e qualche perplessità. Nel suo discorso, Parisi ha ribadito i principi del codice deontologico, soffermandosi poi sulla definizione di chi opera nell’informazione senza scopo di lucro, sostenendo che chi scrive senza compenso svolge male il lavoro o lo esercita per conto di terzi. Una posizione che rischia di sminuire non solo giornalisti autorevoli, ma anche storici, ricercatori e appassionati che, senza alcun interesse economico, producono contributi di grande valore storico e culturale, arricchendo il territorio con competenza e passione.
La serata è proseguita tra applausi e riconoscimenti, ma l’edizione 2026 ha evidenziato un elemento ormai ricorrente: la sovrabbondanza delle categorie e dei premiati. Un elenco talmente vasto da rischiare di offuscare le vere eccellenze cittadine, che ogni anno dovrebbero emergere con unicità e chiarezza. Una riflessione necessaria per preservare il prestigio del Premio e la sua funzione originaria: valorizzare chi davvero rappresenta un punto di riferimento per la città e per la Calabria.
A dare identità e continuità alla manifestazione è, come sempre, Giuseppe Tripodi, patron dell’evento e presidente della Pro Loco Città di Reggio Calabria. Tripodi, caloroso e cordiale con tutti gli ospiti, è una figura profondamente amata dai reggini: nel tempo è diventato un vero polo culturale della città e della regione, capace di aggregare energie, storie e professionalità attorno a un progetto comune di valorizzazione del territorio.
La XXIII edizione del Reggio Calabria Day si chiude così: con la celebrazione di talenti, professionalità e impegno civile, ma anche con la consapevolezza che il valore delle eccellenze merita una selezione più rigorosa. Resta, comunque, la forza di un evento che continua a raccontare la Calabria migliore, custodita e promossa da chi, come Tripodi, ne difende l’identità e ne guida l’evoluzione.
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