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SIDERNO – ANCHE IL VESCOVO INTERVIENE SULLA VICENDA BP

Aristide Bava
SIDERNO – ” Non riesco a capire come mai dopo tanto tempo non si è ancora provveduto a risolvere un problema cosi’ grave. La situazione è di estremo pericolo anche per i cittadini che vivono in questa zona”. E’ il commento a caldo del Vescovo di Locri, Mons. Francesco Oliva, al termine di una sua visita, in compagnia del sindaco della città, Pietro Fuda, all’interno dell’ex azienda chimica della Bp dove esistono fusti per ben 900 tonnellate pieni di materiale decisamente pericoloso, Quando il sindaco Fuda e il Vescovo sono arrivati presso l’ex Bp hanno trovato al suo interno anche una squadra di Vigili del Fuoco che, sotto direttive del comandante Pennestrì, stavano effettuando accertamenti per verificare anche la precarietà delle condizioni dell’intero sito, ormai completamente coperto da erbacce e, quindi, anche con possibilità di qualche incendio . Pericolo palesato dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste e di cui Pietro Fuda aveva preso atto interessando il commando provinciale. Mons Oliva è rimasto molto turbato dalla situazione di degrado che ha trovato all’interno dell’ex stabilimento è la prima domanda che ha fatto al sindaco è stata se la zona circostante era abitata. Quando Pietro Fuda ha risposto affermativamente indicandogli alcune abitazioni molto vicine e precisando che in quella zona ci sono anche importanti attività lavorative ( il sito è ubicato nella zona industriale della città) il presule ha esortato il sindaco ad insistere con la necessità di una mobilitazione cittadina ritenendo non piu’ procrastinabile la bonifica dell’intera area. D’altra parte all’interno del sito il Vescovo ha avuto modo di constatare direttamente non solo la presenza dei fusti incustoditi ma finanche una enorme quantità di lastre di eternit sui tetti dei capannoni e finanche un buon quantitativo, ancora non usate, adagiati sul terreno del sito a poche diecine di metri dal cancello d’ingresso. Sindaco e Vescovo si sono intrattenuti a lungo con il comandante Pennestri’ che , peraltro, ha anche raccontato di aver vissuto direttamente, circa 20 anni addietro, allora da semplice vigile del fuoco, le drammatiche fasi di uno scoppio che si verificò all’interno dell’ex azienda chimica e che tenne in apprensione l’intera città. la fabbrica sin dalla data della sua nascita ( 1979) è stata sempre contestata dalla cittadinanza e, poi quando nel novembre del 1994 all’interno della stessa scoppiò un reattore l’azienda venne sequestrata dall’autorità giudiziaria. Nel 1996, venne presentata un’istanza di fallimento che divenne definitiva nel 1999. A seguito dell’intimazione del giudice venne avviata la bonifica parziale del sito a cura dell’allora commissario delegato per l’emergenza ambientale, dott. Gualtieri che affidò i lavori alla società Real Service per un importo di 550 mila euro che però non bastarono alla completa bonifica del sito. Le lungaggini burocratiche hanno fatto il resto. Da allora l’ ex BP è rimasta una bomba ecologica collocata nel cuore di Siderno. Adesso il sindaco spera molto che la mobilitazione dei cittadini da lui invocata per l’ 8 luglio riesca a scuotere gli organismi istituzionali. D’altra parte dai sopralluoghi di questi gironi è emerso, come è stato scritto in una nota dell’amministrazione comunale , che la zona è da considerare ” un vero inferno nel quale le 900 tonnellate di prodotti chimici che stanziano nell’area da decenni si stanno rapidamente disperdendo con grave danno per l’ambiente e per la salute dei residenti ” evidenziando che è necessario che la Procura autorizzi immediatamente la pulizia dell’area dalle sterpaglie “che in estate potrebbero generare incendi, anche a causa del semplice calore estivo, che potrebbe essere alla base di tragedie. Secondo la nota “La presenza di 20 sostanze cancerogene cui se ne aggiungono 37 esplosive rende la BP una vera e propria bomba ecologica che costituisce pericolo per tutto il comprensorio”. Al termine della nuova visita all’ ex Bp il sindaco ha rinnovato il suo appello ai cittadini invitando per l’ 8 luglio ” l’intera comunità a scendere in piazza per manifestare in difesa della salute e del futuro dei cittadini”.

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