SIDERNO (R.C.) – Concluso il convegno del centro democratico

Aristide Bava
SIDERNO – Dopo una apertura della seconda giornata dedicata alle realtà scolastiche locali con l’illustrazione da parte del Prof. Giuliano Zucco di sculture e pitture degli studenti del Liceo artistico su percorsi motivati ricchi di messaggi della cultura magno greca indirizzati anche a vedere il Sud come rilancio di una nuova politica formativa, ancora una volta Pietro Fuda ha aperto la seconda giornata della Festa nazionale del Centro Democratico con un forte richiamo alla necessità di garantire le attese infrastrutture “in direzione sud”. Fuda ,a parte le cose che mancano, ha volutamente evidenziato la necessità che si parli anche delle potenzialità che , sul territorio, ci sono e che non sono utilizzate auspicando che le due giornate sidernesi servano a creare le premesse per accendere i riflettori sul territorio e sulla necessità che non si perda l’occasione offerta dalla Città Metropolitana. Ha stimolato , quindi, gli stessi interventi oltre che di Giuseppe Falcomatà sindaco di Reggio Calabria, di Elio Costa sindaco di Vibo Valentia, dei Parlamentari Federico Fautilli e Angelo Sanza, dell’ex sottosegretario Giuseppe Soriero, attualmente consigliere nazionale dello Svimez, di Massimo Guarascio dell’Università di Roma, di Pino Bova e del professor Domenico Marino dell’Università di Reggio Calabria nonché di Roberto Capelli Parlamentare della Sardegna che è stato particolarmente apprezzato e ha ribadito, come avevano fatto ieri gli altri rappresentanti delal Sardegna che “ è un “ un grave errore voler cercare di ridisuddividere amministrativamente questo Paese tagliando gli enti perché non sono le Regioni o le Province a non avere funzionato ma sono stati gli amministratori, ovvero la classe dirigente politica. La vera grande riforma sono le nuove generazioni alle quali dobbiamo dare un futuro, garantendo condizioni di benessere”. Molto atteso poi, prima dell’intervento conclusivo del leader Bruno Tabacci, quello di Lorenzo Dellai, intervistato da Teresa Munari. Il capogruppo alla Camera del gruppo centrista, ha disegnato un percorso fattibile di progresso per tutto il meridione italiano precisando pero’ che “Il sistema organizzativo nazionale deve essere unito per ottimizzare le differenze esistenti tra Nord e Sud” e affermando che malgrado sia cresciuta la consapevolezza dei calabresi non è assolutamente cresciuta la classe dirigente politica “che deve pensare a riconoscere diritti più che dispensare favori”. Ha anche affermato che è sbagliato abolire gli Enti intermedi che possono essere, se gestiti bene, “il collante tra la periferia e il centro istituzionale”. Calato il sipario sulla “due giorni” adesso si traccerà un consuntivo e, soprattutto, si sposteranno a livello romano – questa era l’intenzione – anche le grosse necessità di questo territorio