SIDERNO – DAL CONGRESSO “SI” ALBANESE CHIAMA IN CAUSA IL PREFETTO E IL CAPOGRUPPO REGIONALE PD

Aristide Bava
SIDERNO – Il Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, e il capogruppo regionale Pd, Seby Romeo, sono stati tirati in balle nella querelle politica che si è aperta dopo la nomina della Commissione d’accesso al Comune di Siderno. E’ successo durante l’annunciato congresso di Sinistra Italiana che si è tenuto presso il Centro Polifunzionale. E’ stato l’ex portavoce provinciale dei Verdi, Sasà Albanese, che durante il suo intervento senza mezzi termini ha affermato “Mi sembra chiaro il disegno di chi vuole combattere quelle realtà amministrative che possono potenzialmente togliere voti a una certa parte politica e mi riferisco ai sindaci di Riace Mimmo Liucano e di Siderno Pietro Fuda. Del resto è notorio il fatto che il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari sia un simpatizzante di Forza Nuova”. Ed ancora in riferimento a Seby Romeo Albanese ha affermato che incontrndo casualmente Romeo venti giorni prima della nomina della Commissione d’accesso gli avrebbe anticipato qualcosa di grave che sarebbe successa nel breve termine: “ Mo gli arriva una tegola a Siderno”. La notizia , anticipata sui social, ha provocato immediate reazioni da parte del Prefetto di Reggio Calabria e del capogruppo regionale Pd. Il dott. Di Bari ha affermato ” Leggo con stupore ,stupito e trasecolato, che simpatizzerei per una formazione politica deducendo ciò da una doverosa, legale, iniziativa assunta a Modena con l’assenso di tutte le forze di polizia per lo svolgimento di una manifestazione, nonchè per altrettante determinazioni promosse in questo territorio in conformità a puntuali disposizioni di legge. Nulla di piu’ falso e destituito di ogni fondamento. Il prefetto simpatizza, attua e si attiene scrupolosamente alle legge e alla costituzione”. Romeo. dal canto suo ha fatto diramare un comunicato stampa in cui dice “”Stupito ed incredulo leggo di dichiarazioni pubbliche in cui viene tirato in ballo il mio nome sull’invio della commissione di accesso al Comune di Siderno. Chiarisco ai cittadini che nulla potevo sapere di questa decisione, presa in totale autonomia, come scontato che sia, dagli organi preposti. Se qualcuno vuole trasformare una fugace conversazione, a quanto pare strumentalmente male interpretata, in un atto di accusa a qualcuno o qualcosa, ha sbagliato totalmente il bersaglio perché non mi farò tirare in mezzo a beghe politiche localistiche, personalistiche e miranti a sviare l’attenzione dalle vere problematiche di Siderno, a partire dal malaffare e dalla oppressione ndranghetistica. Ritengo la vacuità di dichiarazioni come questa una indebita quanto pericolosa pressione nei confronti degli organi inquirenti. Sarebbe il caso di mantenersi dentro i paletti della democrazia, rispettando ruoli e decisioni delle istituzioni, meritevoli di sostegno e fiducia. D’altronde, se nulla c’è da nascondere, gli amministratori di Siderno possono vivere sonni sereni, come ben affermato dal capogruppo consiliare del Partito Democratico. Cercare capri espiatori e narrare di torbidi scenari non salverà nessuno dalle sue responsabilità, buone o cattive che siano.”