SIDERNO – I CONSIGLIERI RUSO E DE LEO SULLA RECOSOL

Aristide Bava
SIDERNO – In occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale i consiglieri Giorgio Ruso ( Pd) e Vincenzo De Leo ( Centro Domocratico), entrambi di maggioranza, si sono dissociati dalle indicazioni dei rispettivi partiti e non hanno votato l’adesione alla rete Recosol. Per evitare rotture traumatiche di carattere politico , al momento del voto, si sono allontanati dall’aula per far poi ritorno in sala dopo la votazione del delicato argomento che, per la verità, è stato oggetto di un’ampia discussione con posizioni abbastanza divergenti. Alla fine, pero’, l’adesione è stata approvata. Ma perché i due consiglieri hanno preso le distanze dai loro partiti ? Non hanno fatto mistero di cio’ e lo hanno spiegato in un loro documento congiunto che riassumiamo anche perché all’interno dello stesso documento c’è un chiaro invito “ ad una maggiore sul tema a tutte le forze politiche,le associazioni del terzo settore presenti sul territorio comunale e gli stessi amici della maggioranza “. Nella nota si parte dal convincimento che “Negli ultimi anni l’Italia è stata letteralmente invasa dai “disperati” del mare; povera gente che spesso scappa da guerre, povertà, miseria. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che se rimanessero in patria verrebbero uccise o imprigionate per reati non commessi o solo per avere una opinione diversa dai vari detentori del potere locale. Inoltre l’ avanzata dell’Isis e del fanatismo islamico hanno reso il nordafrica e tutta la regione medio – orientale una polveriera pronta ad esplodere. In questo contesto con una Libia nel caos, si amplifica di ora in ora il numero di potenziali profughi o richiedenti asilo politico che partono a bordo di carrette del mare in direzione dell’ Italia e dell’ Europa con la speranza di un futuro migliore e di trovare finalmente una vita tranquilla.”. Pero’- scrivono Ruso e De Leo – dopo aver evidenziato che il problema dovrebbe essere affrontato a livello europeo con una maggiore veemenza e maggiore solidarietà da tutte le nazioni e parlato anche del ruolo dell’ Italia “Questa grave problematica internazionale comporta inevitabilmente delle gravi conseguenze a livello locale e soprattutto nelle regioni del sud Italia e nelle isole. È proprio qui che si concentra il maggior numero di arrivi ed è sempre in queste aree geografiche che ci sono molti centri di prima accoglienza. Nella locride si sono susseguiti negli anni tantissimi sbarchi e la popolazione locale si è sempre contraddistinta per lo spirito di solidarietà e la grande accoglienza. Infatti sono numerosi gli esempi che rendono onore ad un territorio che a sua volta ha tanti cittadini sparsi per il mondo emigrati in cerca di migliore fortuna. Tanti poi sono i comuni che aderendo al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) dimostrano disponibilità e voglia di integrazione. Lo sprar è cosituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”. Fatta questa precisazione Ruso e De leo entrano nel merito e dicono quindi che “ Tutt’altra cosa invece è l’adesione alla “Rete dei comuni solidali” detta piu semplicemente RECOSOL che riguarda la costituzione di una rete tra i comuni del nord e del sud del mondo, un rapporto diretto con i paesi in via di sviluppo al fine di avere un mondo piu giusto. Bisogna sottolineare come la maggior parte dei comuni del Recodol hanno negli anni aderito ai vari progetti SPRAR ed inoltre anche se l’adesione al RECOSOL costa solo una cifra simbolica di 100€, i comuni aderenti si impegnano a vincolare ogni anno nel proprio bilancio una somma da destinare a tale finalità”. Aggiungono però che “ se da un lato va fatto un plauso ai comuni che decidono di aderire a tali progetti, dall’ altro emerge come in diversi comuni in cui gli immigrati dello sprar sono ospiti da anni le cose non siano andate sempre nel verso giusto. Spesso si è assistito a proteste sia degli accoglienti che degli accolti. Inoltre l’impegno di spesa derivante dall’ adesione al Recosol, che può raggiungere anche cifre importanti, sicuramente è un problema serio per comuni come quello di Siderno che versano in condizioni di dissesto finanziario” Una tematica sicuramente – aggiungono i due consiglieri- “ molto complessa ché va a influire direttamente sulla vita di una comunità. Da qui l’invito alla maggiore riflessione visto che” a volte sotto la bandiera della pace nel mondo si è nascosto il “Business”, essendo la locride un territorio ad alta vocazione turistica ma dove i problemi sociali e la carenza di lavoro sono da sempre il tallone d Achille”. Un invito che, nella parte finale del loro documento Ruso e De leo “girano” anche all’ assemblea dei sindaci “ per confrontarsi su tutte le passate esperienze e valutare seriamente se questo tipo di progetti non vada profondamente rivisitato”.
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