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SIDERNO – LA FESTA DEL PCI E LA SCUOLA

Aristide Bava
SIDERNO – Nel corso della recente festa del partito comunista, svoltasi presso i locali dell’ Ymca, a parte il duro confronto politico che ha visto come protagonista anche il sindaco della città Pietro Fuda ,di cui abbiamo dato ampia notizia, i locali dirigenti del Pci hanno fatto accendere i riflettori sul tema ” Universo giovani: scuola, formazione, problemi e prospettive”. Nella sua introduzione il segretario politico Alessandro Siciliano ha subito messo in evidenza il fatto che ” la scuola, rispetto a 30 anni addietro è peggiorata”. Conferma in questa direzione – ha aggiunto Siciliano – arriva dai dati dell’ Ocse e da come si esprimono i giovani sui social network. Siciliano docente delle scuole superiori, fresco di pensione, ha anche indicato quale potrebbe essere la ricetta per rilanciare la scuola italiana indicando alcune priorità ovvero reintroduzione dello studio del latino, maggiore educazione civica, potenziamento dei laboratori per sviluppare la ricerca scientifica, formazione obbligatoria per gli insegnanti, riduzione degli alunni per classe e diritto allo studio garantito per tutti. La relazione di Siciliano ha dato il via ad un interessante dibattito aperto dal dirigente scolastico sidernese, Vito Pirruccio, che, dal canto suo , ha evidenziato alcuni degli aspetti – a suoi avviso positivi – dell’azione dei governi Renzi e Gentiloni con il rammarico, però, della continua emigrazione dei laureati calabresi lamentando che i giovani formati con “generazione Erasmus” non possono dare il loro contributo di competenze nelle zone del Sud. Lo storico Enzo D’Agostino, anche lui ex docente, dal canto suo ha affermato che il grande problema della scuola italiana sono le troppe riforme che non tengono conto della necessità di dare reali risposte alla scuola e si soffermano piuttosto sulle esigenze occupazionali. Subito dopo lo scrittore Pino Macri’ ha difeso l’esperienza vissuta negli anni dell’adolescenza, nel 68 , quando la sperimentazione era veramente valida e si cominciò a capire l’importanza delle a comunicazione per immagini. Oggi – ha detto – la scuola non riesce a fornire gli strumento adeguati per stare al passo con la società attuale. Molto critico è stato, poi, il segretario regionale del Pci, Lorenzo Fascì, per i continui tagli economici puntando l’indice anche contro la Regione Calabria ” che investe poco nella scuola”. Dal dibattito che ha fatto seguito, e nel corso del quale è anche intervenuto il responsabile della sezione giovanile Pci, Ivan Albanese, è emerso un quadro abbastanza negativo della attuale situazione poi sintetizzato nelle conclusioni finali dal responsabile nazionale Pci del settore scuola, Luca Cangemi.

nella foto – Un momento del convegno sulla scuola – Siciliano, Pirruccio,Cangemi, Fasci’, D’Agostino, Macrì