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SIDERNO – ORDINANZA DEL SINDACO SUL DIVIETO DI USARE L’ACQUA DI CONTRADA PANTANIZZI

Aristide Bava
SIDERNO – Il sindaco della città, Pietro Fuda, come aveva anticipato nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale ha emesso apposita ordinanza in cui vieta l’utilizzo dell’acqua in una vasta zona di contrada Pantanizzi ( dove esplica attività lavorativa l’azienda Sika) ” per consumo umano o fini irrigui”. La notizia è stata ufficializzata con un comunicato dell’amministrazione comunale in cui viene spiegato che “in seguito a pervenuta segnalazione, da parte di SIKA Italia, della possibile concentrazione di alcuni inquinanti che potrebbero avere contaminato le falde acquifere comprese tra la Strada Statale 106, via delle Americhe (Provinciale per Mirto), via Francesco Macrì (strada Lamia) e il Torrente Lordo”, l’Amministrazione Comunale di Siderno, “in via preventiva e cautelativa, fa divieto a tutti i cittadini residenti nella suddetta area di utilizzare l’acqua sia per il consumo umano che per fini irrigui fino a nuova analoga disposizione di revoca del presente provvedimento”. Nella nota viene anche allegata apposita planimetria con l’indicazione della zona interessata. Con la medesima ordinanza, inoltre, si demanda anche all’ARPACAL un celere completamento della già avviata campagna di analisi delle acque sotterranee dell’area interessata, facendo obbligo di comunicarne tempestivamente gli esiti al Comune. Nella ordinanza viene anche precisato che “dalla documentazione acquisita non emergono – allo stato – elementi sufficienti ad individuare la causa o, comunque, l’origine dell’inquinamento rilevato, ne sembrerebbe riscontrabile un collegamento tra l’attività svolta dalla Sika Italia Spa e gli inquinamenti riscontrati” e quindi, si è ritenuta necessaria la convocazione di ” un incontro con i vari Enti interessati e il Dipartimento regionale al fine di valutare le misure da intraprendere”. Quindi sulla base della considerazione che l’acqua attualmente utilizzata nella zona indicata “prevalentemente per fini irrigui” potrebbe costituire fonte di pericolo sotto il profilo igienico sanitario e che, quindi esistono i presupposti per l’adozione di un’iniziativa “al fine di prevenire pericoli alla salute e all’incolumità pubblica” il sindaco ha deciso di emettere l’ordinanza di divieto anche se “in via preventiva e cautelativa”. L’ordinanza avrà efficacia “fino a nuova analoga disposizione di revoca del provvedimento”.