SIDERNO – ORDINANZA PER INTERDIRE IL CONFERIMENTO DELL’ORGANICO A SAN LEO

Aristide Bava
SIDERNO – A pochi giorni dalla partecipata manifestazione di protesta per l’ex Bp torna a Siderno un’altra delicata problematica ambientale, quella della “puzza” per l’impianto di trattamento dei rifiuti di Contrada San Leo. E, il sindaco Pietro Fuda adotta subito un drastico provvedimento. Infatti,” a seguito del perdurare dei cattivi odori provenienti dall’impianto di smaltimento rifiuti di Contrada San Leo ” il primo cittadino di Siderno ha emanato una ordinanza per interdire e non trattare i conferimenti della frazione organica nell’impianto in questione. Il provvedimento è stato adottato dal primo cittadino in considerazione al fatto che, soprattutto, martedi sera la problematica odorigena è diventata insopportabile non solo per la popolazione residente nelle immediate vicinanze dell’impianto ma in tutta la parte Sud del territorio comunale. Ciò nonostante il fatto che con una precedente Ordinanza del Sindaco del 28.06.2017 sia stato limitato il conferimento all’impianto della frazione organica a 20 tonnellate al giorno. Con altra ordinanza del 10 luglio scorso si era cercato di limitare il problema prorogando l’ingresso all’impianto della frazione organica proveniente dal Comune di Siderno alle ore 14.00. Purtroppo però la situazione non si è normalizzata e il sindaco ha ritenuto necessario, adesso, provvedere a revocare le precedenti Ordinanze del 28 giugno e del 10 luglio e disporre una nuova ordinanza (la n° 35 di ieri 12 luglio ) in cui, appunto, si ordina all’ Impresa Ecologia Oggi S.p.A., gestore dell’impianto sito in Contrada San Leo, con decorrenza immediata, “di interdire e non trattare i conferimenti della frazione organica e degli sfalci e potature; di interdire ed escludere dal trattamento anche i rifiuti declassati; di limitare, pertanto, la lavorazione alla sola frazione secca proveniente dai Comuni che praticano la raccolta differenziata”. L’ordinanza è stata trasmessa al settore 5 Politiche del Territorio e al Comando di Polizia Municipale perchè vigilino sull’osservanza della stessa con l’intervento, se del caso, della forza pubblica. Nella premessa dell’ordinanza si riassume che sul territorio comunale è presente un impianto di trattamento e valorizzazione dei rifiuti solidi urbani facente parte del sistema regionale dei rifiuti solidi urbani; che tale impianto è autorizzato al trattamento della frazione indifferenziata, delle frazioni secche e della frazione organica; che detto impianto non era stato progettato per la valorizzazione della frazione organica e che sono stati realizzati negli anni lavori di adattamento per il trattamento di detta frazione; che per le aree, di detto impianto, dedicate alla valorizzazione della frazione organica sono stati avviati dei lavori di miglioramento dell’impianto di depressurizzazione, e viene considerato anche che tali lavori si sono resi necessari per il cattivo funzionamento dell’impianto di depressurizzazione delle aree dell’impianto, dedicate alla valorizzazione della frazione organica e la conseguente produzione di emissioni odorigine. Ma si aggiunge che ” in data 29.06.2016 a seguito di sopralluogo presso detto impianto al fine di valutare la conclusione dei lavori per il miglioramento dell’impianto di depressurizzazione delle aree dell’impianto, dedicate alla valorizzazione della frazione organica veniva rilevato, nel verbale redatto e sottoscritto da tutti gli enti partecipanti (Regione Calabria, Comune di Siderno, Ecologia Oggi spa, ArpaCal), da parte dell’Amministrazione Comunale, come l’aumento dei conferimenti a 50 tonnellate/giorno creasse la produzione delle moleste emissioni odorigene; che, nello stesso verbale, a tale constatazione dell’Amministrazione Comunale si associavano anche i funzionari dell’ArpaCal; che dal momento del conferimento delle 50 tonnellate/giorno emergevano i problemi già riscontrati prima dei lavori di miglioramento e nello stesso tempo iniziavano le proteste e le dimostranze dei cittadini residenti nelle zone adiacenti all’impianto. Adesso, dopo il tentativo, rivelatosi inutile, di ridurre il conferimento la drastica decisione.