FAVOREGGIAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. FALSE RESIDENZE, FALSE ASSUNZIONI LAVORATIVE. CHIUSE LE INDAGINI PRELIMINARI, INDAGATI 61 SOGGETTI.

PREMESSO che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non
implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le
informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui
il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad
indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza
non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.
Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dai finanzieri del Gruppo di
Lamezia Terme ed a firma del Procuratore facente funzioni della Procura della Repubblica
di Lamezia Terme, è stata comunicata a 61 persone la conclusione delle indagini, poiché si
sarebbero rese responsabili, in concorso fra loro, di violazione delle norme contenute nel
testo unico deH’immigrazione; nel dettaglio, le stesse sarebbero risultate indagate all’esito
delle investigazioni condotte dalle Fiamme Gialle lametine per le fattispecie di
favoreggiamento aH’immigrazione clandestina, falso ideologico in atto pubblico, truffa,
omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, indebita percezione di indennità
del reddito di cittadinanza e di erogazioni a danno dello Stato.
I gestori dell’illecito sistema – avvalendosi anche della complicità “abituale” di un pubblico
ufficiale, che avrebbe fatto false attestazioni nei verbali di accertamento di residenza al fine
di far conseguire agli stranieri l’iscrizione nei registri della popolazione residente del Comune
di Lamezia Terme – avrebbero prodotto false comunicazioni di assunzione, nonché falsi
contratti di locazione, poi registrati presso i competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate, allo
scopo di favorire l’illecita permanenza nel territorio dello Stato italiano e, talora, garantire il
rinnovo del permesso di soggiorno di numerosi cittadini di origine extracomunitaria.
Risulterebbero coinvolti altresì un altro dipendente pubblico per una sola vicenda di falso in
verbale di accertamento di residenza; nonché altro Pubblico Ufficiale per rivelazione di
segreto d’ufficio in relazione alle attività che la GDF aveva compiuto presso il suo Ufficio per
esigenze investigative relative al presente procedimento.
Altri indagati si sarebbero prodigati sempre per documentare fittizie assunzioni di lavoratori
domestici ed organizzare finti matrimoni tra cittadini italiani, a volte anche ultrasettantenni,
con giovani donne di nazionalità magrebina.
Le investigazioni hanno consentito di individuare, altresì, un patronato di Lamezia Terme
gestito da soggetti, i quali, pur risultando formalmente disoccupati e percettori del reddito di
cittadinanza, avrebbero tratto illeciti guadagni costituiti, nella gran parte, da corrispettivi
richiesti a cittadini extracomunitari per curare le pratiche di assunzione fittizia.

A 55 soggetti, a seguito delle false comunicazioni prodotte con riferimento allo stato di
risiedere in Italia da almeno dieci anni, è stato revocato il beneficio del reddito di cittadinanza
Dei 61 indagati, 47 sono cittadini extracomunitari e i restanti 14 sono di nazionalità italiana