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Promoradio Network nasce nel 1975 a Gerace (Reggio Calabria) con la denominazione di Radio Gerace ad opera di un gruppo di appassionati dell’etere che decidono di fare radio iniziando ad irradiare le trasmissioni da Gerace con antenne e trasmettitori auto costruiti. Nel corso degli annradioi l’emittente che trasmette oltre che in fm anche in onde medie sui 6815 khz in tre lingue (francese, inglese e tedesco) per i paesi del bacino d’Europa. Nel corso degli anni subisce la normale evoluzione delle emittenti locali. Attualmente irradia dallo studio di Gerace e da Siderno con le principali frequenze 102,100 per lo Jonio e 107,200 per il Tirreno. La programmazione va dall’informazione, approfondimenti, programmi in diretta, eventi, sport, dibattiti in studio e si avvale di un pool di numerosi giornalisti. L’emittente è affiliata al circuito In Blu. E’ presente in audio sul ch 850 e in video sul ch 630 sul digitale terrestre.

Promo Radio ha come sede principale via Catalfamo a Gerace. Inizia a trasmettere con la denominazione di Radio Gerace a Gerace, in provincia di Reggio Calabria con prove tecniche di trasmissione dal dicembre 1974. I programmi regolari dal gennaio 1975. Oggi si distingue per la sua struttura di base fatta da dieci edizioni quotidiane del radiogiornale, una rassegna stampa mattutina, quiz e approfondimenti giornalistici. Tra i programmi: “Calcio e dintorni”. Ha all’attivo il servizio Music Line, attraverso il quale inviando un Sms al 388/1404555 il computer conferma al radioascoltatore la canzone scelta e l’orario in cui verrà messa in onda. E’ nata per mezzo di Salvatore Cataldo che in un intervista sul come e quando ha avuto modo di rimarcare: “E’ una lunga storia. Io e un gruppo di amici avevamo voglia di creare un’emittente radiofonica, ma ci mancavano i fondi. Abbiamo deciso di iniziare cercando di farci dare qualche spicciolo dagli abitanti del nostro paese, armati di un quaderno a quadretti per annotare la somma che riuscivamo a racimolare. Nessuno credeva che ce l’avremmo fatta e invece con i soldi raccolti abbiamo costruito il primo trasmettitore. Aveva una valvola e lo raffreddavamo con un ventilatore dopo averlo posato sopra un vocabolario. Per la musica avevamo due piatti. Anche per i dischi il ruolo dei nostri compaesani è stato fondamentale: ce li hanno gentilmente prestati e noi, a tutt’oggi, dopo trent’anni, non li abbiamo ancora restituiti”.