LOCRIDE – LA 7 ACCENDE I RIFLETTORI SULLA SANITA’ DELLA CALABRIA

Aristide Bava
I riflettori della televisione nazionale si sono accesi ieri mattina sui gravi ritardi che pesano sulla realizzazione della Casa della Comunità di Siderno. E dalla precarietà della situazione di Siderno e della Locride si è.poi. andato a parlare della delicata situazione dell’intera Calabria da dove sono ancora in molti ad essere costretti, per farsi curare adeguatamente, a spostarsi verso le regioni del nord. Una troupe de “ La / “ si è portata presso l’ex ospedale di Siderno dove, appunto, è prevista la realizzazione della Casa della Comunità e si è soffermata sulla attuale situazione della struttura e sulla precarietà della sanità della Locride ( e della Calabria) che costringe moltissimi cittadini, come già detto, a trasferirsi al nord per far fronte alle loro esigenze sanitarie. E, in effetti, è stato mostrato un cartello in cui la Calabria primeggiava per la percentuale di cittadini che si spostano verso altre Regioni. Al piccolo dibattito che si è aperto, presenti un buon numero di cittadini, ha preso parte anche la Direttrice generale dell’ Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia oltre al Coordinatore del Comitato cittadino per la salute Francesco Martino che da tempo sollecita il rispetto dei tempi per la realizzazione della Casa della Comunità unitamente agli altri componenti dei quali era anche presente Sasà Albanese che ha – anche lui – espresso le sue dimostranze per gli enormi ritardi che si stanno accompagnando alla agognata realizzazione della Casa della Comunità. E tra incomprensibili ritardi e finanziamenti che non bastano si continua a trascurare quello che è un diritto fondamentali dei cittadini, ovvero la impossibilità di avere una sanità decente. Francesco Martino ha ribadito che la Casa della Comunità si è trasformata col passare del tempo in un caso emblematico delle criticità della sanità, non solo locridea ma anche calabrese ricordando che già nel 2020 un gruppo di cittadini aveva portato la questione all’attenzione nazionale, denunciando lo stallo sulla ristrutturazione della struttura sanitaria. Una mobilitazione allora per rivendicare il diritto fondamentale della salute tenuto conto della presenza a Siderno di un ex ospedale che, se valorizzato nella sua interezza, avrebbe potuto rappresentare un presidio strategico per tutta la fascia ionica- A distanza di sei anni i lavori di ristrutturazione sono ancora in balia della burocrazia con tanti punti interrogativi anche sul ventilato possibile inizio accreditato ( a parole) per il prossimo mese di luglio. La stessa Lucia Di Furia, sollecitata a dare delle indicazioni precise non ha smentito questa voce ma su precisa domanda sulla possibile conclusione dei lavori ha aggiunto “se i lavori inizieranno a luglio o agosto si potrebbero concludere entro due anni”. La dott.ssa Di Furia ha anche rivendicato che l’ex ospedale di Siderno in alcuni spazi in cui è stato ristrutturato ha dato la possibilità di consentire l’attivazione di alcuni servizi già ben funzionanti e garantisce anche la presenza dei medici di base. Non ha nascosto le difficoltà incontrate ma ha precisato che sta facendo di tutto per accelerare i tempi. I tempi televisivi non hanno consentito l’allargamento del dibattito ma attorno alla realizzazione della Casa della Comunità di Siderno restano parecchi punti interrogativi e qualcuno ha ricordato che poco tempo addietro per la Casa della Comunità la stessa Lucia di Furia, dopo aver comunicato che l’iter di affidamento dei lavori era stato modificato e che la procedura è interamente in capo alla Regione Calabria, tramite il Dipartimento regionale dell’Edilizia sanitaria , si era finanche vociferato che i tempi di realizzazione sarebbero potuti slittare oltre il 2028. Se tant’è, campa cavallo.
Nella foto – L’ex Ospedale di Siderno dove è prevista la Casa della Comunità