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LOCRIDE – TROPPE “OMBRE” PER FUDA E VESTITO SULLO SCIOGLIMENTO DEI COMUNI

Alla Locride Ambiente

Aristide Bava
SIDERNO – Tra gli interventi che hanno caratterizzato il recente forum tenutosi al Cinema Taetro Nuovo di Siderno sotto il tema ” Scioglimento dei consigli comunali e legalità” molto seguiti sono stati quelli dell’ex sindaco di Siderno Pietro Fuda e dell’ ex sindaco di Marina di Gioiosa , Domenico Vestito. L’ex primo cittadino di Siderno Pietro Fuda si è voluto ampiamente soffermare sul fatto che “Nella Locride le problematiche vanno oltre la necessità della modifica della legge che regola lo scioglimento dei Comuni” e dopo aver fatto un excursus delle vicende che hanno caratterizzato la fase che ha preceduto lo scioglimento del suo Comune e finanche all’incontro ben noto che i sindaci della Locride hanno avuto con l’allora vice ministro Filippo Bubbico coadiuvato dal Sottosegretario Giampiero Bocci che avrebbe voluto una delibera da parte dei sindaci “con la quale si disponeva che il Segretario Comunale passasse a disposizione del Prefetto” alla quale nessuno dei sindaci ha aderito , Fuda ha puntualizzato che da quella vicenda e da un successivo incontro che si è tenuto a Roccella , proprio a causa del rifiuto dei sindaci “è partita l’operazione dello scioglimento dei singoli Comuni”. Però Pietro Fuda ha anche evidenziato alcuni aspetti particolari ponendosi e ponendo alcune specifiche domande. a) Quali sono i criteri formali e non discrezionali (per sentito dire) per l’individuazione dei Comuni dove mandare la Commissione di Accesso? (In qualche Comune della Locride – ha aggiunto – è stato arrestato qualche consigliere di maggioranza e al Comune è stata risparmiata l’umiliazione finanche della Commissione di Accesso). È verosimile il convincimento – dice l’ex primo cittadino di Siderno – che la scelta sia legata non ad una scelta di natura Politica ma dall’alta burocrazia del Ministero stesso. b) Tutte le interrogazioni parlamentari, di destra e di sinistra, dirette al Ministero dell’Interno, siano esse con richiesta di risposta scritta o orale, restano inevase. Omissioni gravi dal momento che alla Camera dei Deputati, con il nuovo regolamento, ogni interrogazione deve essere supportata da tutta la documentazione comprovante che le cose dette sono fondate: si dovrebbe rispondere ma quantomeno gli atti per i casi penalmente rilevanti dovrebbero essere trasmessi alla Procura competente. c) In merito ad una nuova legge che regoli lo scioglimento dei Comuni, non mancano le proposte legislative (Vittorio Mete – Fuori dal Comune – Editrice Bonanno ne ha raccolte tante), c’è solo una minoranza a volerla. C’è ancora una maggioranza trasversale che tiene in piedi l’Istituto del Commissariamento non solo sulle Amministrazioni Comunali ma dappertutto, senza però andare a verificare, alla fine del Commissariamento, i danni prodotti dalla gestione Commissariale ed imputarli ai Commissari. Sempre in tema di iniziative legislative sulla legge che regola lo scioglimento dei Comuni, nel 2007, XV legislatura, l’allora Presidente dell’antimafia on. Francesco Forgione – ha poi aggiunto Pietro Fuda – si avvalse di un gruppo di magistrati fra i più impegnati nella lotta alla mafia, e fece preparare una serie di norme per integrare la legge vigente. Sulla bozza chiese e ottenne la firma di tutti i componenti della Commissione Antimafia, ed inoltrò il documento perché fosse trasformato in legge. Non si seppe più nulla – ha concluso Fuda – Eppure portava la firma di tutte le forze politiche presenti in Parlamento ed era stato studiato da magistrati con specifica esperienza nel settore”. Dal canto suo Domenico Vestito l’ex sindaco di Marina di Gioiosa ha affermato ““Chi è coinvolto in una procedura di scioglimento, fin dall’inizio, con l’arrivo della commissione di indagine, vive un insopportabile sentimento di impotenza. Ci si trova, d’un tratto, tollerati nel Comune che i cittadini, democraticamente, ti hanno dato la responsabilità di governare. Il contraddittorio non esiste, le richieste di essere ascoltati vengono ignorate, si è giudicati da chi indaga. Un muro di gomma si alza davanti. La riforma della normativa sugli scioglimenti, quindi, non solo è necessaria, ma urgente. Perché l’uso indiscriminato di questo strumento, paradossalmente, sta indebolendo la lotta alle mafie. I parlamentari calabresi, quindi, si facciano protagonisti e promotori di una seria e profonda revisione della normative, che abbia tre caratteristiche fondamentali: riconoscimento pieno del contraddittorio e del costituzionale diritto alla difesa, terzietà di chi delibera l’eventuale scioglimento, responsabilità soggettiva, paga solo chi risulta direttamente condizionato”.
n.b. allegate foto di Pietro Fuda ve Domenico Vestito