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LOCRIDE – UNA TERRA DALLE MILLE BELLEZZE CHE NON RIESCE A DECOLLARE

Aristide Bava
SIDERNO – La Torre Galea di Marina di Gioiosa si è confermata, sulle basi dell’ultimo sondaggio della nona edizione del censimento nazionale ” Luoghi del cuore” organizzato dal Fondo Ambiente Italiano ( Fai) una delle località piu’ votate nell’ambito dell’iniziativa che consentirà ai siti più gettonati di beneficiare di interventi di salvaguardia e valorizzazione, e, anche se il concorso andrà avanti sino alla fine di novembre , quando verrà stilata la classifica definitiva, sembra che questa struttura .edificata tra il XV e il XVI secolo, significativo esempio di complesso edilizio fortificato al centro di un antico feudo rurale, possa a pieno titolo entrare nella classifica definitiva. Recentemente, dopo la Biennale di Venezia – Architettura 2018 Arcipelago Italia – , un altro importante riconoscimento è andato al MuSaBa (Il Museo di Santa Barbara ) di Mammola che è stato inserito in “Luoghi del Contemporaneo”, la piattaforma promossa dalla Direzione Generale di Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Mibact per mappare gli spazi dell’arte contemporanea in Italia. Anche questo un giusto riconoscimento per la creatività e il duro lavoro di Nik Spatari e la moglie Hiske, che hanno creato dal nulla un Parco Arte Architettura Unico in Europa. La cittadina di Gerace e quella di Stilo sono stati recentemente selezionati a far parte della qualificata cerchia dei ” Borghi piu’ belli d’Italia ” e con le loro pregevoli strutture storiche architettoniche in particolare esaltate dalla Cattedrale per Gerace e dalla Cattolica per Stilo sono certamente siti che da soli dovrebbero fare la fortuna turistica di qualunque “pezzo” di territorio del nostro Paese. Ma queste sono solo le ultime preziose testimonianze del grande patrimonio delle “bellezze” esistenti sul territorio della Locride. Se, poi, infatti, si fa mente locale a tutte le altre potenzialità che esistono sulla vasta striscia ionica che va da Melito a Monasterace, con il suo pregevole entroterra, dai siti archeologici,alle strutture storiche , al paesaggio con il suo connubio mare-monti e a quant’altro oggi serve, ed è presente, per fare grande turismo, enogastronomia compresa, c’è veramente da rammaricarsi per la precaria situazione economica che fa della Locride uno dei fanalini di coda del nostro Paese. Da cinquant’anni ci chiediamo, e chiediamo, quali sono le cause che impediscono quello che dovrebbe essere una naturale exploit di un territorio tanto ricco di potenzialità, clima naturale compreso, e da cinquant’anni le risposte non ci sono, o sono vaghe e tenebrose, infarcite di luoghi comuni – mentalità dei cittadini, eccesso di criminalità, cattiva fama, disconoscenza del territorio, mancanza di infrastrutture, sanità sgangherata, ecc – che non convincono piu’ nessuno. Gli stessi operatori turistici del territorio hanno fatto, e stanno facendo, di tutto e di piu’ per promuovere la Locride e anche se negli ultimi anni ci sono stati molti piccoli passi avanti, i grandi numeri non arrivano e il turismo, quello vero, rimane limitato ad un breve periodo estivo che non serve proprio a far cambiare il volto ( economico) del territorio. E allora ? L’interrogativo rimane ancora senza risposta. Salvo a non voler trovare a tutti i costi un capro espiatorio che in questo caso sarebbe l’incapacità politica della nostra classe dirigente. Anche in questo caso, però, rischiamo di aver tirato fuori un luogo comune. Oppure no ? Lasciamo l’interrogativo a chi ci legge. Quello che è certo è che il territorio meriterebbe indiscutibilmente molto di piu’.