Di Daniela La Cava.
Commuovente l’evento organizzato a Reggio Calabria dalla “Fondazione Carolina”, per la presentazione del libro di Paolo Picchio: “Le parole fanno più male delle botte” ed. DeAgostini, presso la libreria “Libro Amico”.
L’evento è introdotto da Aurelio Arcano, titolare della libreria, e condotto dal dott. Antonio Battaglia, esperto di Analisi Web, cybersecurity, Cyber Intelligence, https://youtu.be/U-oAkl3RJww, con la partecipazione del dott. Diego Buratta responsabile dell’Associazione Carolina sez. Umbria, si dà il via il 17 ottobre c.m. alla prima presentazione in assoluto sul territorio nazionale del libro scritto da Paolo Picchio, il padre di Carolina Picchio, la quattordicenne che in seguito a un episodio di Cyberbullismo si toglie la vita lanciandosi dalla finestra della sua camera, subito dopo aver letto, sul telefonino, l’ondata di messaggi offensivi oltre l’inverosimile. https://youtu.be/bNnp199D-00
Quei post scritti da amici e sconosciti che non si sono risparmiati in insulti e volgarità, sono stati il colpo di grazia di una serata rivelatoria trascorsa con gli amici tra cui un “compromettente video” dilagava.
Ma cosa avevano ripreso i 5 ragazzi che erano con lei ad una cena mentre era svenuta in bagno dopo aver bevuto vodka o, a sua insaputa, chissà cosa, per essersi svegliata la mattina successiva in stato confusionale e senza ricordare nulla? Hanno ripreso quanto di più vergognoso e depravato ci sia!
Una violenza premeditata, attuata, filmata e pubblicata!
Dopo averla resa innocua infatti i cinque ragazzi, in seguito imputati, si sono divertiti su di lei, stesa nuda a terra mentre simulavano atti osceni, lasciando intendere un’orgia consenziente di cui Carolina, seppur stordita, era la protagonista inconsapevole!
Di fronte a questa realtà crolla e la vergogna è tale che decide di togliersi la vita ma non prima di aver scritto il biglietto che cito: “Ciao o, forse addio,volevo solo dire un ultimo saluto. Perché questo?
Bè, il bullismo, tutto qui. Le parole fanno più male delle Botte. Cavolo, se fanno male! Ma, io mi chiedo, a voi non fanno male? Siete così insensibili? Credo che anche a voi farebbero male. Ecco, allora perché lo fate con me?
Spero che adesso siate un po’ più sensibili sulle parole.
Non importa in che lingua, il significato è lo stesso. Addio.
Con queste parole la vita di Carolina di spegne.
Cosa è accaduto dopo?
Immaginate lo shock del padre quando gli agenti suonano alla porta alle tre del mattino e chiedono al sig. Picchio dove sia sua figlia…
Inconsapevole di tutto, il sig. Picchio risponde che sua figlia è nella sua stanza a dormine… fa strada… apre la porta… ma Carolina non c’era più, solo la finestra aperta…
Prima di questo drammatico evento, non si era mai parlato di cyberbullismo né di una legge ad hoc contro questo fenomeno sempre più diffuso.
Solo grazie alla tenacia del padre che si è aggrappato a quel messaggio come prova di un’emergenza sociale che non poteva essere ignorata e la conseguente fondazione dell’Associazione Carolina, una onlus gratuita che dà aiuto e ascolto a tutti coloro che lo chiedono, anche l’Italia e di seguito la Comunità Europea si attivano.
Viene coniato il termine cyber bullismo e promossa una legge che tutela le vittime e punisce i cyber bulli equiparando le azioni a veri e propri reati, punibili con la galera.
In memoria di Carolina, la legge 71/2017 è stata chiamata legge Picchio!
Una vicenda, una ferita, che probabilmente non si rimarginerà mai, tramutata da Paolo Picchio attraverso il libro, in un invito al dialogo per evitare, o almeno limitare, questi atti persecutori che hanno impedito a Carolina, e a molti altri di vivere una vita priva di queste ferite che “fanno più male delle Botte”.
Il racconto di paolo Picchio ha commosso la numerosa platea composta prevalentemente da studenti e docenti, insieme per un incontro sotto lo slogan:
“MAI PIÙ UN BANCO VUOTO”!

Nella foto Daniela La Cava
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