LOCRIDE – SULLA RIVISTA INTERNAZIONALE “TRAVELER” UN FORTE INVITO A “SCOPRIRE” LA CALABRIA

di Aristide Bava

La grande stampa del turismo nazionale e internazionale sta finalmente “scoprendo” la Calabria già indicata dalla Rivista “Traveler”, una delle più importanti del mondo in questo settore, come “una delle regioni più autentiche e incontaminate d’Italia, un luogo ricco di sapori locali, spiagge cristalline e tradizioni uniche. È anche una delle poche destinazioni italiane rimaste piacevolmente lontane dai grandi flussi del turismo di massa”. La rivista dedica alla Calabria molte pagine corredate da significative fotografie e riporta un articolo di Lee Marshall in cui si parla a lungo di molte zone della Calabria con specifico rifermento ad usi e tradizioni di quei luoghi affermando che «La Calabria oggi è quello che la Sicilia era vent’anni fa», affermazione di Gary Portuesi, fondatore di Authentic Explorations, un tour operator di lusso che ha esplorato “questa splendida e ancora poco conosciuta regione del Sud Italia”. La convinzione più importante che emerge dal dettagliato articolo, è che la Calabria rappresenti «la destinazione perfetta per chi cerca quell’Italia autentica che quasi nessuno conosce». Si scende nei particolari e si evidenzia che “La Calabria custodisce senza dubbio il tratto più spettacolare della Costa degli Dei, un litorale di circa 55 chilometri affacciato sul Tirreno che si estende da Pizzo a Nicotera, alternando lunghe spiagge bianche, scogliere imponenti e baie nascoste. Tropea ne è il simbolo: la località balneare più celebre della regione e uno dei pochi comuni calabresi frequentati abitualmente anche da visitatori stranieri. Si aggiunge che “Tropea merita pienamente la sua fama. È una città elegante, caratterizzata da palazzi nobiliari in pietra arenaria costruiti dalle famiglie aristocratiche che nei secoli l’hanno scelta come residenza e si fa riferimento a ”vicoli stretti e piazzette appartate invase dai tavoli delle trattorie, oltre ad antichi portali ad arco che si aprono su splendidi cortili privati. Alla stessa cattedrale medievale, dove esiste un magnifico dipinto del XII secolo raffigurante la Vergine Maria con il Bambino”, ma anche ai piatti simbolo della cucina locale, al pesce spada marinato, ai fiori di sambuco a ristoranti con giardini all’aperto racchiusi tra le antiche mura di origine bizantina. Ma la cosa più interessante e che il focus dell’importante giornalista non si ferma a Tropea che è cittadina ben nota dal punto di vista turistico ma aggiunge che per conoscere davvero la Calabria bisogna esplorarne le coste e il suo entroterra selvaggio , soffermarsi sulla provincia di Reggio Calabria “ che è una delle poche destinazioni della regione che vale la pena visitare senza macchina “ non solo e non tanto per le difficoltà di parcheggio ma soprattutto per le tante cose belle che si possono ammirare meglio. Si precisa che “Reggio Calabria, che è la città più popolosa della regione, sorge all’estremità della “punta dello Stivale”, affacciata sullo Stretto di Messina. Dal suo elegante lungomare alberato si ammirano la Sicilia e il profilo fumante dell’Etna, che sembra quasi a portata di mano e che ,oggi, anche se la maggior parte dei visitatori arriva qui per vedere i celebri Bronzi di Riace, le due straordinarie statue greche del V secolo custodite nel Museo Archeologico Nazionale, la città offre un ricco panorama di cose da vedere e da apprezzare al pari di molti altri centri della Regione. Si fa quindi riferimento alle successione di tante cittadine costiere “dall’atmosfera autentica e popolare” che caratterizzano il lungo percorso della SS. 106, a lunghe spiagge attrezzate ma che lasciano spazio a un tratto di costa sempre più selvaggio, dominato dalla spettacolare Riserva Marina di Capo Rizzuto, ai caratteristici “giganti” di Nicotera e contrariamente a chi pensa che lungo la costa ionica non ci sia molto altro da fare oltre a rilassarsi in spiaggia o visitare i resti delle antiche colonie della Magna Grecia, come Locri o Sibari, la Calabria premia chi va oltre gli itinerari più ovvi. Si può scoprire La Collinetta, un ristorante di famiglia nel piccolo borgo collinare di Martone, o San Floro, dove ha sede Nido di Seta, una cooperativa nata nel 2013 che ha riportato in vita l’antica tradizione della produzione della seta biologica e si scopre che per secoli la Calabria è stata uno dei principali produttori di seta d’Europa, anche se questa attività scomparve quasi del tutto alla fine dell’Ottocento e si fa riferimento a Pizzo, la stessa Nicotera indicato come “paese noto come il luogo che ha insegnato al mondo come mangiare”, poiché nel 1957 fu scelto come uno dei primi centri di ricerca dedicati a quello che sarebbe poi diventato il celebre modello della dieta mediterranea. Si parla anche del borgo collinare di Santa Severina e della sua splendida piazza, di Cutro , di altri paesini calabresi pressochè sconosciuti ma ricchi di storia e di tradizione e soprattutto della sua gastronomia- “Un tempo – riporta l’articolo – la Calabria era conosciuta soprattutto per le sue trattorie di campagna e i ristoranti di pesce sul mare. Oggi è diventata anche una destinazione gastronomica di alto livello, con un numero crescente di ristoranti premiati dalla Guida Michelin”. E ci sono anche specifici riferimenti a questi locali. Si richiamano il caciocavallo, la sardella, tipica crema piccante preparata con bianchetti, peperoncino e semi di finocchio selvatico, e la passione di chi ne cura la preparazione, uomini e donne profondamente impegnati a valorizzare l’eccezionale patrimonio agricolo e gastronomico della propria terra. E poi la considerazione che “Uno degli aspetti più affascinanti della Calabria — una regione dove splendide chiese bizantine convivono con anonimi edifici in cemento — è che perfino chi lavora nel turismo sembra talvolta non rendersi pienamente conto del tesoro che ha davanti agli occhi”. Un articolo corredato da una serie di fotografie anche abbastanza singolari e per questo decisamente attrattive come una partita a carte tra gli abitanti di Pizzo in una piazza del centro storico, le case di Tropea sospese sulla spettacolare scogliera, una giornata d’estate sulle spiagge di Tropea, un’ Alba a Tropea, la luce del mattino in una atmosfera da sogno,, una piscina con vista su un centro storico, i piatti della tradizione locale, alcune strutture architettoniche dal grande fascino e panorami mozzafiato. Il tutto per “celebrare” una Calabria dalle straordinarie potenzialità ma ancora poco conosciuta dal grande pubblico, una Calabria che si può, e si deve, scoprire e che proprio nel grande turismo potrebbe trovare la spinta giusta per il suo sviluppo sociale ed economico. E certamente il “focus” sulla rivista “Traveler”, richiamato anche nella copertina, che è un grande punto di riferimento per il turismo nazionale e internazionale, diventa un momento di grande importanza per questa meravigliosa regione,
Nella foto La copertina di TRAVELER