LOCRIDE – TERRA DI GRANDE PATRIMONIO TURISTICO CHE NECESSITA,PERO’, DI MAGGIORE ATTENZIONE ISTITUZIONALE E PIU’ SINERGIA TRA I COMUNI

Aristide Bava
SIDERNO – Il dato delle presenze turistiche calcolato a conclusione dell’ultima stagione estiva è stato positivo perché ha fatto registrare, in Calabria, un notevole incremento; e una buna spinta a questo risultato è stato dato anche dalla Locride che, come ha evidenziato lo stesso assessore regionale al turismo Giovanni Calabrese, è stata al centro della crescita unitamente a buona parte della provincia reggina. A questa crescita, soprattutto nella fascia jonica. ha contribuito anche il fascino della “bandiera blu” che certamente ha avuto un effetto positivo sui visitatori attratti dalla qualità del mare, dai borghi, dal patrimonio culturale e dalle tradizioni locali. Questo è un segno evidente che il territorio con il suo enorme potenziale turistico potrebbe dare una notevole spinta all’economia e all’occupazione, se solo si sapesse sfruttare meglio questo grande patrimonio. Non è una considerazione di oggi ma è una possibilità reale che il territorio si porta appresso da molti anni. E’ giusto quindi chiedersi perché non si riesce a destagionalizzare il settore turistico che, purtroppo è limitato, nelle grandi presenze, solo ad un breve periodo all’anno. In particolare il territorio della Locride con il suo patrimonio archeologico, i borghi storici, le tradizioni enogastronomiche e i paesaggi che collegano in tempi molto brevi, il mare all’Aspromonte, ha tutte le carte in regola per sviluppare non solo il turismo balneare ma anche e soprattutto il turismo culturale, naturalistico ed esperienziale e finanche il “turismo delle radici” che da qualche tempo sta prendendo piede in parecchie regioni, soprattutto meridionali, del nostro Paese. Già nel recente passato il Corsecom, importante struttura che annovera diverse associazioni della Locride e che segue attentamente la vita del territorio ha evidenziato che nella Locride, malgrado le sueenorme potenzialità, ci sono troppi problemi che da tempo aspettano soluzione e che, certamente, penalizzano turisticamente i centri della riviera e i borghi antichi. Pur prendendo atto delle molteplici iniziative e degli eventi che si organizzano nei Comuni della riviera, negli antichi borghi e nelle aree interne della Locride, cosa che ha incrementato le presenze turistiche, ha avidenziato che tutto è fortemente limitato nei mesi di luglio e agosto. La prima reale necessità, secondo il Corsecom, è quella di ipotesi progettuali comuni che potrebbero, e dovrebbero, dare, maggiore spinta al territorio. Una nota dolente che chiama in causa tutti i sindaci del territorio e, quindi, la necessità di una Politica che riesca ad incidere su infrastrutture, opere e progetti capaci di dare una svolta incisiva per far inserire il territorio nel contesto produttivo e competitivo con le altre Regioni Italiane. E’ ovvio che Il cambio di passo non può arrivare con la sola imprenditoria locale ma deve avere un adeguato sostegno pubblico a cominciare dal potenziamento dei collegamenti, che ancora rimangono precari. In parole povere, c’è da affrontare una sfida reale, quella di creare le condizioni positive offerte dai risultati raggiunti in necessarie opportunità di lavoro, economia e sviluppo per le comunità locali, favorendo anche l’auspicato incremento temporale dell’attività turistica. In parole povere più sinergia, più collegamenti, incremento delle strutture ricettive, contenimento dei prezzi e capacità di garantire una stagione turistica più lunga. Se si parte da queste cose si potrà cominciare a parlare seriamente di “grande turismo”.