REPORT CALABRIA: DEBUTTA LA SIGLA DELLA NUOVA STAGIONE

La seconda stagione del programma si apre con una sigla rinnovata che conferma la missione culturale e giornalistica del progetto.

di Salvatore Cataldo

Con la pubblicazione della nuova sigla del programma REPORT CALABRIA si inaugura ufficialmente la seconda stagione, che andrà in onda da giovedì 15 ottobre alle ore 20:00 sul Canale Nazionale 244 del DT dell’emittente PROMOVIDEOTV.

La stagione sarà ricca di nuovi temi che spazieranno di epoca in epoca, senza trascurare argomenti di grande attualità. Un REPORT che racconta dalle sue radici la storia di un territorio, attraverso testimonianze, reperti, luoghi e memorie che hanno reso per millenni la Calabria il cuore del Mediterraneo.

La sigla, rinnovata nella struttura e nell’impianto sonoro, rappresenta l’ingresso simbolico in un percorso editoriale che continua a crescere, mantenendo salda la sua linea: un racconto rigoroso nella sua documentazione, sovente controversa ma sempre super partes nel pieno rispetto del codice deontologico oltre che umano, con il prezioso contribuito degli ospiti, che ogni settimana accompagnano i temi trattati.

Il programma è interamente ideato e condotto dalla dott.ssa Daniela La Cava, storica, scrittrice e giornalista pubblicista che ha già curato la prima edizione del programma e precedentemente, anche i format “Buone Notizie dal Presente e dal Passato” e “Voci dalla Calabria” sulla testata web TerroniTv.

Report Calabria è un programma che unisce ricerca, documentazione e responsabilità culturale, dove ogni elemento nasce dalla volontà di valorizzare la Calabria attraverso una narrazione limpida, priva di artifici, capace di restituire la complessità dei luoghi e delle comunità.

Ma cosa ci riserverà questa prima puntata?

Parola alla conduttrice: «Ho scelto di dedicare la puntata d’esordio a uno scrittore che dal Nord Italia giunse in Calabria durante il periodo fascista e che, durante il suo confinamento in una ospitale località della costa jonica, iniziò il suo primo romanzo: Cesare Pavese.»

La nuova sigla mostra tante immagini diverse della Calabria: quali località rappresentano?

«Ho scelto con attenzione le immagini, fotografie scattate durante i miei viaggi in Calabria, dall’Aspromonte al Pollino, dallo Jonio al Tirreno. La scelta non è stata facile, tanto è il patrimonio che vantiamo.

La prima immagine rappresenta il famoso Mammuth di Pietra, in località Campana, in provincia di Cosenza.

Naturalmente non potevano mancare i simboli della Calabria: i Bronzi di Riace sullo sfondo del MARRC, il Museo che li ospita a Reggio Calabria.

Segue il conosciutissimo Castello dei Ruffo di Calabria nella mitica Scilla, in provincia di Reggio Calabria.

Testimonianze bizantine come la celebre Cattolica di Stilo (RC), affiancata a un sito archeologico noto come la Piccola Pompei Calabrese a Pauciuri, frazione di Malvito (CS), dove è stata ritrovata un’enigmatica croce reliquiaria chiamata Croce di Pauciuri, proveniente dalla Terrasanta, oggi esposta al Museo Archeologico di Sibari (CZ).

Il suggestivo paesaggio di Le Castella (KR), con il suo castello circondato dall’acqua.

La spettacolare Sala degli Specchi, perla del fiabesco Palazzo Ducale di Corigliano- Rossano (CS)

Lo scenario unico dell’Aspromonte innevato con vista mare.

Il tutto abbracciato dallo spumeggiante mare di Riace.»

Un grande ringraziamento va ai presidi museali che hanno autorizzato con entusiasmo la pubblicazione di immagini protette:

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria”, il Parco Archeologico di Crotone e Sibari e il Castello Ducale di Corigliano-Rossano Calabro,

un particolare ringraziamento al signor Domenico Surace, per la gentile concessione dell’immagine, alle Soprintendenze, agli Archivi, alle biblioteche, alle associazioni e ai ricercatori che hanno collaborato con disponibilità e competenza, offrendo materiali, testimonianze e supporto prezioso alla realizzazione delle nuove puntate.

La loro partecipazione conferma quanto la Calabria sappia essere una terra di cultura viva, attiva e generosa.