REGGIO CALABRIA RICORDA IL NOVECENTO E I DUE CONFLITTI MONDIALI

di Daniela La Cava

ANNULLO FILATETICO E CONGRESSO SULLA CONDIZIONE ITALIANA E CALABRESE TRA IL RISORGIMENTO E LA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA, DUE IMPORTANTI EVENTI ORGANIZZATI DALL’U.N.U.C.I.

Si è svolta a Reggio Calabria, il 13 novembre 2025 alle ore 9:15 nell’androne dell’antico palazzo che ospita gli uffici delle Poste Italiane in via Miraglia, alla presenza del direttore della Filiale di Poste Italiane di Reggio Calabria, Giuseppe Fusco e delle autorità civili e militari, la Cerimonia di Inaugurazione della MOSTRA FILATELICA DOCUMENTALE dal titolo

“IL NOVECENTO E I DUE CONFLITTI MONDIALI”.

La mostra espositiva, che proseguirà fino al 22 novembre, racconta il secolo scorso attraverso i francobolli, affiancati da lettere e documenti stilati nel secolo scorso.

L’importanza di questi Annulli e queste testimonianze visive, risiede nella scelta delle immagini, accuratamente selezionate per rispecchiare il suo tempo e riviverlo, semplicemente ammirando quei piccoli oggetti di cui noi, figli della comunicazione in tempo reale, non possiamo comprendere il valore che, per tanti secoli, la corrispondenza ha rappresentato.

Il tema della mostra è proseguito alle ore 10:15 con il convegno svoltosi presso l’Aula Magna “Tommaso Campanella” del Polo Liceale “T. Campanella – M. Preti Frangipane”.

Entrambe le iniziative sono state promosse dall’U.N.U.C.I. – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, sezione Tommaso Gullì di Reggio Calabria, insieme al Gruppo Filatelico Numismatico UNUCI di RC, e hanno visto la partecipazione di numerose autorità militari e civili, oltre a docenti e studenti.

I saluti istituzionali sono stati affidati alla prof.ssa Tiziana Biondi, docente del liceo ospitante e organizzatrice dell’evento, affiancata dalle colleghe prof.sse Maria Caterina Lo Giudice e Paolina Messineo.

 L’incontro culturale è stato moderato dal presidente dell’UNUCI, dott. Nicola Pavone, in un clima di curiosità e sensibilità da parte degli studenti verso tematiche solitamente affrontate solo nei testi scolastici.

Relatori d’eccezione, il gen. Pasquale Martinello e l’on. Fortunato Aloi (presenti anche alla mostra filatelica), hanno offerto magistrali esposizioni ripercorrendo la condizione europea del Novecento e le strategie belliche che segnarono il destino dell’Italia.

Tra tutte, va ricordata l’Operazione Husky, che consentì agli alleati angloamericani, di sbarcare in Sicilia, insieme all’ Operazione Baytown, che permise di raggiungere segretamente la Calabria. Questo approdo nella punta dello stivale, considerata la vera porta d’accesso per l’Europa, avvenne il 3 settembre 1943, il medesimo giorno in cui fu stipulato segretamente l’Armistizio di Cassibile, documento che sanciva l’Alleanza dell’Italia con Inglesi e Americani, con la conseguente rottura dell’alleanza tra l’Italia e la Germania di Hitler.

Fu proprio il 1943 a segnare un anno determinante per la storia italiana: l’armistizio di Cassibile, nei pressi di Siracusa, e le successive operazioni militari costarono la vita a migliaia di connazionali, molti dei quali giovanissimi, sacrificatisi in nome di una patria libera e unita.

Non sono mancati riferimenti alle tragedie delle Foibe e di Caporetto, ferite profonde per la memoria nazionale e testimonianza del prezzo pagato per la libertà di cui oggi godiamo.

Le tematiche affrontate, frutto di lunghe ricerche archivistiche e testimonianze dirette e indirette, hanno offerto agli allievi non solo una conoscenza più concreta degli eventi ma una maggiore consapevolezza dell’importanza che il territorio calabrese ha rivestito con la sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo e del suo paesaggio aspro e costiero da sempre teatro di scontri e di approdi.

Le iniziative proposte in questa memorabile giornata, hanno rappresentato un ponte tra memoria e presente, un’occasione per gli studenti di comprendere la storia non solo attraverso i libri, ma anche grazie a testimonianze indirette e approfondimenti di grande importanza culturale, confermando il valore della memoria storica come strumento di crescita culturale e civile.