Nel salone San Bruno la storica compagnia fondata da Mimmo Raffa annuncia la nuova rassegna e richiama le istituzioni: tra entusiasmo, memoria e il rischio di chiusura dell’Odeon, il teatro vernacolare reggino difende la sua storia.
di DANIELA LA CAVA
Si è svolta ieri, 19 settembre, alle ore 10:00, presso il salone San Bruno di Reggio Calabria, la conferenza stampa indetta dalla storica compagnia teatrale reggina Blu Sky Cabaret, fondata dal compianto Mimmo Raffa – il De Filippo reggino – e dalla consorte Angela Costantino. Una realtà giunta alla sua 51ª rassegna: il traguardo più longevo del teatro reggino, oltre mezzo secolo di scena dedicata alle tradizioni locali, ai vizi e alle virtù della Calabria, messi a nudo con ironia e umanità. Una comicità concreta, che ricalca la forma mentis calabrese in tutte le sue sfumature, dalla più grottesca alla più fantasiosa, resa praticabile da scenografie vive e tangibili curate da Pino De Gregorio, oggi presidente e direttore artistico, che da oltre cinquant’anni affianca attori e la regia di Caterina Borrello, con cambi a vista sempre funzionali e credibili.
In un’epoca in cui ogni opera è immediatamente disponibile su uno smartphone, ci si chiede cosa rappresenti oggi il teatro. A rispondere è il presidente della FITA – Federazione Italiana Teatro e Arti – di Reggio Calabria, dott. Michele Carilli, che nell’intervista ha evidenziato il valore insostituibile dello spettacolo dal vivo e le sensazioni che suscita negli spettatori, ben lontane dall’algida immediatezza del “tutto e subito” digitale.
Alla conferenza stampa era presente anche il dott. Edoardo Lamberti‑Castronuovo, medico specialista, direttore dell’Istituto Clinico Diagnostico “R. De Blasi”, editore di RTV, giornalista, docente universitario e presidente del Conservatorio “F. Cilea”. Con rammarico ha annunciato la chiusura dello storico Teatro Odeon, destinato a diventare un supermercato.
Una notizia che ha attraversato la platea come una delusione collettiva, consapevole del fallimento culturale che tante compagnie – come il Blu Sky – e numerosi enti e associazioni cercano da anni di scongiurare, non senza sacrifici, per mantenere alta la bandiera culturale calabrese.
La nuova stagione del Blu Sky Cabaret si apre con un programma che attraversa generi, linguaggi e tradizioni, restituendo al pubblico quella varietà di sguardi che da cinquant’anni caratterizza la compagnia e le realtà che la affiancano.
- La Piccola Compagnia Teatro di Pellaro inaugura la rassegna con Gatta ci cova di A. Giusti, una commedia di inganni e interessi ambientata nella campagna siciliana, dove un ricco proprietario terriero tenta di recuperare il patrimonio perduto attraverso un piano tanto assurdo quanto ricco di equivoci.
- L’Associazione Culturale Politeia porta in scena Don Sarbutari Bonocori, homu di panza e di rispetti di Domenico Sismo, ritratto ironico e pungente di un personaggio rispettabile solo in apparenza, immerso in dinamiche che mettono a nudo vizi e debolezze della società reggina.
- La Compagnia San Paolo alla Rotonda propone Non è vero ma ci credo di Peppino De Filippo, dove superstizione, affari e sentimenti si intrecciano attorno alla figura del commendator Savastano, convinto che un giovane “gobbo” sia il suo portafortuna.
- La Compagnia Grangia presenta I soldi fanno miracoli di Lillo Caffiero, una corsa esilarante al matrimonio che coinvolge parenti, badanti, ex monache e pretendenti improbabili, tutti attratti dall’improvvisa generosità del protagonista.
- La Compagnia Quinta Essenza porta sul palco Per quattro soldi di Antonino Musumeci, una commedia brillante costruita su piccoli interessi personali e astuzie quotidiane che si trasformano in una catena di equivoci.
- La Compagnia Angela Barbaro propone Nisciù pacciu u parrucu di Gaetano Di Maio, dove religione, superstizione e credenze popolari si mescolano alle iniziative del parroco Don Sandro, deciso a ravvivare la fede dei suoi concittadini con sotterfugi che generano situazioni sempre più complesse fino all’arrivo del Vescovo.
- Extra Oram porta in scena Viva, viva o nobiltà di Roberto Mandica, una commedia in vernacolo calabrese che mette alla berlina il desiderio di apparire più importanti di ciò che si è, tra corteggiatori, imbrogli e aspirazioni alla nobiltà.
- Chiude il programma l’Associazione Teatrale Gabriele Allegra con Giulietta in Alfa Romeo di Roberto Mandica, un intreccio di equivoci familiari che ruota attorno a un’auto danneggiata, un annuncio matrimoniale, un provino teatrale e una vocazione religiosa nascosta, in un crescendo di situazioni esilaranti.
Nella speranza che Comune, Città Metropolitana e Regione Calabria intervengano per preservare la tradizione teatrale cittadina, la compagnia presenta una stagione che si conferma presidio culturale e identitario, capace di resistere alle trasformazioni del tempo e di mantenere vivo il legame con la comunità reggina.
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