BOVALINO(RC)-GRANDE SUCCESSO PER LA SECONDA EDIZIONE DEL «FESTIVAL DELLA MEMORIA BOVALINESE».

I buoni progetti e le buone idee, si sa, se coltivate e sviluppate bene, danno frutti e perdurano nel tempo. Ed è proprio dall’idea e dall’iniziativa del compianto Mimmo Agostini, giornalista e uomo di cultura di Bovalino, che nel 2024 l’amministrazione Maesano ha istituzionalizzato il Festival della Memoria e dell’identità bovalinese, al fine di premiare i cittadini benemeriti di Bovalino che si sono spesi per la comunità. La manifestazione è giunta alla seconda edizione, essendo a cadenza biennale, e si è svolta il 1° agosto 2026 alle ore 21:00, sempre nella cornice di Piazza Gaetano Ruffo, luogo della prima edizione, dove allora come oggi si è presentato un folto e nutrito pubblico.

I nomi dei cittadini scelti dalla giuria selezionata, presieduta da Filippo Musitano, Presidente del Consiglio Comunale, e composta da distinte personalità bovalinesi come Virginia Guerrisi (docente), Francesco Signati (medico), Angela Tallura (docente) e Donatella Autelitano (moglie di Mimmo Agostini), sono stati annunciati durante la conferenza stampa del 28 luglio ed elencati nel successivo comunicato.

            Essi sono:

  • Francesco Garreffa, insegnante e scrittore, che è stato un punto di riferimento per la comunità bovalinese e per tanti ragazzi che hanno studiato sotto la sua guida, ai quali ha trasmesso valori, consigli e attenzione, ricordato dal commosso fratello Vincenzo;
  • Enza Caruso, ostetrica che ha fatto nascere in casa intere generazioni di bambini e bambine bovalinesi, che ha dedicato, stando alle parole della figlia, «la sua vita per la vita» e si è sempre mostrata gentile, umana e disponibile con tutti, continuando ad operare fino in età avanzata;
  • Francesco Clemente, di professione bigliettaio e originario di Bovalino Superiore, ha dedicato la vita a far rivivere l’antico borgo medioevale del paese, portando avanti il monumentale presepe elettro-meccanizzato e impegnandosi costantemente nell’organizzazione della Festa di Maria SS. Immacolata, patrona di Bovalino Superiore;
  • Antonio Zappia, figura storica del panorama sociale e sportivo della frazione Bosco Sant’Ippolito, che nonostante la sua paralisi motoria che lo costrinse sulla sedia a rotelle, mostrò sempre una grande volontà e forza d’animo, essendo attivo soprattutto in attività sportive (come la costituzione della squadra di calcio Ippolitese) o di volontariato presso l’oratorio al servizio dei giovani;
  • Cosimo Meleca, originario del rione Borgo, da sempre impegnato nelle attività della sua zona, come la celebre Infiorata Bovalinese, che si è impegnato a conservare e condividere, oltre che gestore del locale Muy Lindo, molto apprezzato nel periodo d’oro del turismo a Bovalino (tra gli anni Settanta e Ottanta), è stato proposto dall’associazione Infiorata del Borgo tramite l’avviso pubblico diramato dal Comune, unica candidatura proveniente dalla cittadinanza;
  • Peppe Platani, grande musicista e cantante che ha dato lustro al paese, membro fondatore del gruppo Quartaumentata e di molti altri sodalizi artistici e culturali, celebre a livello nazionale e onorato pubblicamente anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ricevuto invece il premio Mimmo Agostini alla Cultura in merito al suo innegabile talento artistico e musicale.

Sul palco, sotto la conduzione della consigliera Antonella Marzano e di Filippo Musitano, si sono quindi avvicendati i parenti dei premiati, che hanno ricordato con brevi ma toccanti discorsi i loro congiunti, tutti accompagnati da un membro dell’amministrazione comunale e da un giurato che ha letto pubblicamente la motivazione dell’assegnazione incisa sulla targa del premio.

La serata è stata inframmezzata inoltre dall’esibizione del cantastorie Nino Racco (il quale ha ricordato tra l’altro l’amico e collega Peppe Platani assieme ai famigliari), che si è alternato suonando alcuni pezzi musicali con la chitarra o raccontando alcuni episodi di due personaggi legati a Bovalino: Francesco La Cava, medico e studioso di arte, che scoprì nel 1923 l’autoritratto di Michelangelo nella Cappella Sistina, raffigurato nella pelle scorticata di san Bartolomeo presente nel Giudizio Universale (questa scoperta venne poi pubblicata due anni dopo); e Saverio Montalto, medico e scrittore residente in Ardore, di cui ha letto alcuni brani del Memorale dal carcere, scritto nel 1940 a causa di una tragedia famigliare che lo spinse ad uccidere la moglie, il cognato e la sorella e che scontò con una pena di cinque anni in manicomio criminale.

La serata si è infine conclusa alle ore 23:00 tra il plauso e la soddisfazione generale, con la convinzione che la prossima edizione che si terrà nel 2028 avrà lo stesso effetto, se non di più.