BOVALINO(RC)-IL 20 LUGLIO UN CONCERTO DI MUSICA ETNICA OCCITANA.

Lunedì 20 luglio, nel giardino dell’appena inaugurato Sistema Bibliotecario Territoriale Ionico di Bovalino, si è tenuta una rappresentazione di musica etnica occitana, organizzata dal Caffè Letterario Mario La Cava, in collaborazione con l’amministrazione comunale e la dirigenza del Sistema Bibliotecario, guidata da Antonio Bova.

Lo spettacolo è stato eseguito dal duo artistico QUBA LIBRE, originario della provincia di Cuneo e composto da Simonetta Baudino (musicista di ghironda e di organetto diatonico) e da Giuseppe Quattromini, il quale, oltre a suonare chitarra, fisarmonica e armonica a bocca, ha intervallato la rappresentazione con spiegazioni brevi ma accattivanti sull’origine della musica occitana, sui suoi strumenti e sul suo raggio di azione.

La cultura occitana si estende infatti su una vasta macro-area geografica e culturale che va dalle valli del Piemonte occidentale (toccando le regioni francesi meridionali del Nizzardo, della Linguadoca, della Provenza e dell’Alvernia) fino a giungere ai confini spagnoli dei Pirenei, protraendosi infine ai Paesi Baschi. Persino la Calabria ne conserva una minuscola traccia, rappresentata dalle comunità occitane di San Sisto e Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, fondate nel XIV secolo da famiglie di coloni valdesi (considerati all’epoca eretici dalla Chiesa e confluiti nel Cinquecento nella Chiesa Riformata luterana) chiamate in Calabria da alcuni grandi proprietari terrieri proprio per ripopolare questi due villaggi abbandonati. Qui la comunità occitana visse relativamente tranquilla per due secoli, finché nel 1561 subì una terribile e sanguinosa persecuzione da parte delle autorità spagnole (che all’epoca governavano il Regno di Napoli, di cui la Calabria faceva parte), la cui memoria riecheggia ancora oggi: infatti, la principale porta del borgo medievale di Guardia Piemontese è chiamata «Porta del Sangue», poiché qui molti valdesi vennero giustiziati.

Il repertorio della serata proposto è stato ricco e variegato, toccando molte danze e ballate italiane e francesi tipicamente occitane, come le mazurche, la bourrée a due o tre tempi, la courente, le danze della val Variata, ecc.; tutte hanno come tema la vita quotidiana delle persone (ad esempio il mangiare castagne e bere buon vino, oppure chiedere in sposa una ragazza del villaggio, o dare il benvenuto alla primavera), ma anche momenti intimi e profondi, come la partenza dei soldati per la guerra (specialmente nel XII secolo, quando molti uomini di origine occitana combatterono per il re di Francia contro l’imperatore del Sacro Romano Impero) oppure la nostalgia di casa, simboleggiata dal giovane emigrante che chiede all’uccellino appena visto di portare la sua voce alla famiglia lasciata alle spalle.

Il sound di QUBA LIBRE, grazie al fatto che entrambi i membri hanno suonato più di uno strumento (particolare interesse ha suscitato la storia della ghironda, uno strumento a corda simile ad un mandolino, ma dotato di una manovella che permette di dare un ritmo più circostanziato, originario dei monasteri del Nord Europa, dove serviva ad accompagnare le funzioni religiose, per poi diventare uno strumento portatile suonato nelle fiere e nei mercati) è stato molto sostanzioso e appassionante, coinvolgendo enormemente il pubblico che ha molto apprezzato la qualità artistica e il ritmo della musica occitana.