di Daniela La Cava
Gerace non è un semplice borgo: è un altopiano di pietra che ha fermato il tempo. Le sue vie calpestate da millenni, le case scolpite nella roccia, le chiese che custodiscono secoli di stratificazioni medievali, i panorami che abbracciano mare, valli e boschi, compongono un mosaico architettonico che continua a parlare. Qui la luce d’estate arriva prima del solstizio, scivola sulle pietre antiche e accompagna riti, incontri e cerimonie che da anni alimentano una radice culturale viva, riconoscibile, profondamente identitaria.
In questo scenario sospeso, le cittadine di Locri, Gerace e Gioiosa Jonica hanno accolto per la prima volta Sua Altezza Reale il Principe Gran Maestro Emanuele Filiberto Duca di Savoia, Principe di Piemonte e di Venezia. Una presenza che negli ultimi anni si è fatta più frequente in Calabria, segno di un dialogo rinnovato tra la Real Casa e un territorio che conserva memorie, simboli e ferite ancora aperte della storia nazionale. La visita in provincia di Reggio Calabria è avvenuta su invito della Delegazione Magistrale per la Calabria degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, guidata dall’Avv. Domenico Lupis.
Quasi in contemporanea, lo stesso territorio ha accolto anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, giunta a Reggio Calabria il 5 giugno per il 212° anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.
Due figure istituzionali, due livelli diversi dello Stato, nello stesso arco di giorni: un intreccio che, nell’anno degli 80 anni della Repubblica Italiana, restituisce alla regione un’attenzione rara e un valore simbolico forte.
La visita di Sua Altezza Reale Principe Emanuele Filiberto si è articolata in due giornate intense, costruite attorno a luoghi che non sono solo patrimonio, ma parte viva della quotidianità delle comunità locali.
La prima tappa è stata Locri, dove il Presidente del Consiglio Comunale Miky Maio e le autorità civili e militari hanno accolto il Principe accompagnandolo nei luoghi simbolo dell’antica città-stato: il Museo e Parco Archeologico di Locri Epizefiri, dove la Direttrice Elena Trunfio ha illustrato le attività di tutela e valorizzazione, accompagnando la delegazione tra testimonianze magnogreche che continuano a raccontare la storia della polis.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale alla Tenuta Carbone, luogo che conserva ancora il respiro delle dimore storiche.
La seconda giornata si è svolta a Gerace, dove il Sindaco Rudi Lizzi ha accolto il Principe tra le architetture intatte del pittoresco centro storico. La figura del Reale si distingue con facilità dal corteo che lo accompagna: la delicatezza e la gentilezza dei modi, unite a una compostezza regale e una cordialità autentica, abbattono ogni ombra di diffidenza.
Le suggestive vie di Gerace abbagliano chiunque visiti il luogo, uno scenario indimenticabile reso ancor più suggestivo dalla radiosa giornata che profuma d’estate.
Il corteo prosegue con la visita al Museo Diocesano diretto dal dott. Giacomo Maria Oliva, dove il Presidente della Cittadella Vescovile Giuseppe Mantella ha presentato il patrimonio artistico e liturgico della Diocesi, introducendo alla successiva Santa Messa Solenne nella Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, recentemente restaurata e dal fascino unico.
Alla cerimonia hanno preso parte anche:
• Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
• Ordine al Merito di Savoia
• Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon
• Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare
Presenze che hanno aggiunto solennità e profondità istituzionale all’evento.
La giornata è proseguita con i saluti ufficiali al Municipio, un conviviale e una visita ai luoghi simbolo della città: chiese, palazzi, percorsi medievali e bizantini, fino all’area commemorativa dei Cinque Martiri di Gerace, dove il Principe ha deposto un omaggio floreale.
L’ultima tappa si è svolta a Marina di Gioiosa Jonica, con un pranzo di gala e beneficenza , accolto dal Sindaco Rocco Femia e dall’Amministrazione comunale, a sostegno della Caritas Diocesana.
Due giorni, tre città, un filo unico: una Calabria che torna a essere luogo di rappresentanza, di memoria e di identità.
Locri, con il suo patrimonio archeologico che continua a restituire la voce dell’antica polis.
Gerace, con la sua architettura intatta e la sua storia millenaria, si conferma uno dei luoghi più adatti per leggere il presente attraverso le tracce del passato.
Marina di Gioiosa Ionica, con il suo impegno sociale e la scelta di legare l’accoglienza alla beneficenza, ha chiuso il percorso sottolineando il valore comunitario e solidale della Locride.
E in un anno simbolico per la Repubblica, la presenza quasi simultanea del Capo del Governo e del Gran Principe di Casa Savoia restituisce alla Locride un ruolo che per troppo tempo era rimasto ai margini: quello di territorio che custodisce, interroga e racconta la storia d’Italia, non come un ricordo lontano, ma come una presenza viva.
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