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LOCRIDE – SANITA’, GRIDO D’ALLARME DEL DOTT.CONDEMI

Aristide Bava
Siderno – Prestazioni sanitarie a rischio ? Il dott. Giovanni Condemi, direttore del reparto oncologico di Locri e segretario della Uil Fpl Medici, ha sollecitato con apposita nota inviata ai Commissari straordinari dell’ Asp di Reggio Calabria ( trasmessa per conoscenza anche al Prefetto) “una seria e condivisa contrattazione decentrata all’interno della quale poter condurre con chiarezza, lungimiranza e con spirito di collaborazione,gli incontri operativi previsti per la discussione e susseguenti determinazioni sulle procedure organizzative e gestionali dei servizi sanitari all’interno dei quali predeterminare le modalità di erogazione delle prestazioni”. La nota dopo aver espresso in premessa ” moderato ottimismo” per l’attivazione da parte della Commissione straordinaria di “una verifica straordinaria sulla corretta applicazione delle norme contrattuali vigenti e sulle posizioni dirigenziali e, conseguenzialmente, sul trattamento economico del personale ” fa riferimento al particolare momento in cui le strutture sono oberate dal lavoro per la precaria situazione che ha portato il Covid” e afferma che “E’ lontana oltre 10 anni l’ultima contrattazione che ha disciplinato il piano aziendale della pronta disponibilità e del lavoro straordinario del personale, della cui spesa complessiva ancora oggi non vi è alcuna certezza “. Analoga osservazione fa anche ” in merito alla spesa relativa ai compensi “chilometrici” da erogare al personale precisando che “Nessuna mappatura dei servizi sanitari dislocati sul territorio è stata mai eseguita anche al fine di poter individuare tutto quel personale che negli anni, pur privo di alcuna responsabilità legale in termini di formalizzazione di incarico e senza alcun compenso economico aggiuntivo, viene comunque chiamato a garantire sul territorio aziendale l’assistenza sanitaria ai cittadini”. Nella nota si ravvisa quindi l’opportunità di ” rivedere le posizioni di quei dirigenti medici e veterinari cosiddetti “facenti funzione o dirigenti responsabili senza incarico formale ” che privi di regolare atto formale e senza alcun compenso economico ad esso collegato, continuano a garantire le prestazioni sanitarie agli assistiti producendo tra l’altro, inconsapevolmente, l’indebito arricchimento dell’azienda che continua a non riconoscere a queste figure alcuna indennità economica o riconoscimento giuridico legati alla posizione variabile, nonostante l’esposizione tra l’altro al rischio di risarcimento danni in caso di ipotesi di errore clinico, a cui gli stessi si vengono a trovare allorquando “ob torto collo”continuano a garantire l’assistenza sanitaria”. La UIL FPL Medici, “richiama l’attenzione del vertice aziendale sulla determinazione certamente affrettata e non priva di conseguenze gravissime che si potrebbero verificare e andrebbero a ricadere sulla pelle degli assistiti soprattutto in urgenza/emergenza e salvavita (emergenza COVID), ove non venendo più riconosciute le funzioni e/o responsabilità a quei dirigenti responsabili “privi di incarichi formali ovvero ai direttori di strutture con incarichi scaduti e in attesa di rinnovo, continuano incessantemente a garantire prestazioni sanitarie di ogni livello professionale ma che per l’eterna indifferenza o mancata determinazione aziendale non vengono ancora conferiti”. Il problema diventa non secondario soprattutto perchè ,come recita la nota, ” ancor prima di sospendere l’erogazione di compensi legati a prestazioni regolarmente eseguite dal personale della dirigenza ed al fine di scongiurare il pericolo di interruzione di pubblico servizio con il blocco delle funzioni, sarebbe più opportuno partire dalla verifica di tutte quelle posizioni economiche legate a funzioni non svolte e che vengono riconosciute a quei dirigenti che,assegnati a strutture sanitarie non più esistenti e non più previste dall’Atto aziendale, continuano a determinare costi di gestione e di personale abnormi per compensi collegati con artifizi e raggiri a strutture inesistenti o a funzioni non previste dall’Atto aziendale (vedi spesa di pronta disponibilità, lavoro straordinario, compensi chilometrici, ecc.), comportanti una costante lievitazione dei costi del personale con riduzione dei relativi fondi aziendali della dirigenza oltre all’enorme spesa crescente per contenziosi legati a funzioni svolte sui quali l’Azienda soccombe costantemente”.Nella parte finale il documento aggiunge ” al fine di garantire la continuità assistenziale ai cittadini che verrebbe seriamente minacciata dall’azzeramento immediato dei vertici delle strutture sanitarie ospedaliere e del territorio con l’immediata cessazione delle funzioni ai dirigenti in eterna attesa di conferimento o rinnovo contrattuale, si chiede la revoca immediata degli effetti della citata circolare, prot. n. 49362 del 22/10/2020 e la contestuale attivazione del tavolo della contrattazione decentrata per la discussione della problematica e una risoluzione comune dell’annosa questione degli incarichi dirigenziali non certamente legata alla mancata volontà dei dirigenti”.

nella foto il dott. Giovanni Condemi