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SIDERNO – L’ARMA DEI CARABINIERI “SPIEGA” LA STORIA AGLI STUDENTI DELL’IPSIA

Aristide Bava
SIDERNO – Gli studenti dell’ Ipsia di Siderno hanno ricevuto una particolare “lezione” sulla rievocazione di una pagina molto importante della nostra storia da parte di una delegazione dell’Arma dei Carabinieri, provenienti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria e dalle Stazioni di Locri e Siderno, alla vigilia della ricorrenza delle commemorazioni della fine del primo conflitto mondiale e del 4 novembre come Giorno dell’Unità Nazione e Giornata delle Forze Armate. Gli esponenti dell’ Arma hanno tenuto,infatti, presso l’Aula Magna della scuola sidernese un apposito incontro informativo-divulgativo, sul significato e sui valori legati alla celebrazione della importante ricorrenza. La delegazione era composta dal Maggiore Rosario Scotto Di Carlo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Locri, dal Maresciallo Capo Francesca Parisi, del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, e dal Maresciallo Luigi Zeccardo, Comandante della stazione Carabinieri di Siderno. I lavori sono stati aperti dal Dirigente dell’Istituto Gaetano Pedullà, che ha subito rimarcato la coincidenza, quest’anno, con l’altra importante ricorrenza , ossia quella dei 100 anni dalla fine della Prima guerra mondiale. Poi è stato il Maggiore Scotto Di Carlo, che con l’ausilio di filmati e di diapositive ha ripercorso in dettaglio le tappe dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, evidenziando come l’alto tributo pagato dall’Italia in termini di perdita di vite umane non sia stato foriero di grandi vantaggi sul piano delle conquiste di nuovi territori. Ed infatti, sebbene gli accordi iniziali prevedessero per l’Italia l’annessione di alcuni territori come Trentino, Tirolo meridionale, Venezia Giulia, l’intera penisola istriana (esclusa Fiume), una parte della Dalmazia, alcune isole dell’Adriatico, la città di Valona e l’isola di Saseno in Albania, il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia e isole del Dodecaneso, le nazioni della Triplice Intesa decisero di non concedere all’Italia tutti i territori promessi: è la ragione per cui Gabriele D’Annunzio parlò notoriamente di “vittoria mutilata“. L’Italia – che prima di entrare in guerra era considerata vicina ad Austria e Germania e poi si dichiarò neutrale – si vide riconoscere il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste, ma non la Dalmazia e la Libia. Poi si è anche soffermato sul ruolo, le competenze ed il raggio d’azione delle quattro Forze Armate previste dall’ordinamento italiano, ossia: Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri e su alcuni principi della nostra Carta costituzionale. Ha fatto seguito un dibattito con gli studenti, nel corso del quale sono stati evidenziati anche i risvolti e le implicazioni di quel processo storico che ha portato all’istituzione della giornata celebrativa in questione -istituita appunto per commemorare, ogni 4 novembre, data dell’entrata in vigore dell’armistizio (4 novembre 1918), la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e la resa dell’Impero austro-ungarico. Doveroso il ringraziamento finale di docenti e studenti agli esponenti dell’arma. significato anche dal Ds Gaetano Pedulla che ha inviato gli ospiti a ritornare nell’Istituto in occasione di seminari e/o convegni, per la trattazione di tematiche alle quali l’Arma dei Carabinieri possa dare ulteriormente il suo valido ed efficace contributo.