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SIDERNO – RIPRESA LA PROTESTA PER LA CASA DELLA SALUTE

Aristide Bava
SIDERNO – ” Il dato positivo che si accompagna a questa manifestazione di protesta è che si raccoglie gente di impostazioni differente e di colori politici vari a conferma che la nostra iniziativa è legittimata dalal grande voglia di una comunità che chiede il rispetto della propria dignità e il diritto alla salute, A fronte di una società disastrata in campo sanitario esiste questa struttura in totale abbandono e questa è una vergogna”. Così Sasà Albanese uno dei principali responsabili del Comitato “Pro Casa della salute” nel corso dell’ultimo sit in domenicale che si è tenuto davanti all’ex Ospedale di Siderno per cercare di sollecitare l’attivazione della Casa della Salute e dare spinta agli interventi per migliorare il settore sanitario nella Locride. ” Le somme ci sono – continua Albanese – anche se ancora c’ è da chiarire come è stata fatta la divisione dell’importo totale dei 7.960,000 euro, dei quali solo 6.800,000 sembra siano stati deliberati per i lavori e non capiamo perchè dopo 9 anni dal finanziamento ancora non sono stati spesi, Chiediamo che sia rotto il muro di silenzio da parte dell’ Asp e siamo sempre in attesa di essere convocati. Non demorderemo sino a quando non ci saranno fatti concreti”.- Poi Albanese si sofferma anche sulla recente notizia che la struttura è stata indicata come punto di vaccinazione Covis ” E’ certamente un piccolo segnale positivo così come positiva è anche la notizia che questo ospedale diventerà sede Uccp e quindi sarà funzionale h 24 in modo da dare una grande mano anche all’ ospedale di Locri. Vorremo però vedere non solo annunci ma fatti concreti”. Gli fa eco Francesco Martino ,altro punto di riferimento del “Comitato” che aggiunge ” Noi abbiano avuto notizia di queste novità attraverso il Corsecom ma non si capisce perchè non veniamo convocati visto che le nostre richieste sono supportate dalla stessa Commissione straordinaria del Comune e da tutti i9 partiti politici e, soprattutto vogliamo l’attivazione immediata di queste cose, La gente chiede il diritto alla salute e il nostro obiettivo è che riparta la sanità in tuta la Locride e che l’intero comprensorio abbia la possibilità di curarsi in maniera adeguata senza che la gente sia costretta ad andare al Nord. Anzi, visto il nostro clima, particolarmente adatto per gli anziani, se ci fosse una buona sanità dovrebbe essere il contrario e si dovrebbe creare anche un indotto economico molto importante. Invece è il contrario e alla Locride l’emigrazione sanitaria costa molti soldi, gran parte dei quali sono a carico dei cittadini”. La nuova manifestazione di protesta si è sviluppata secondo il solito cliché. Sit In davanti all’ospedale dalle ore 10.30 alle 12; quindi carovana di auto per le vie centrali della città e flash mob serale con i fari delle autovettura puntate verso l’ Ospedale per simboleggiare la necessità che la struttura si illumini di nuovo e torni ad erogare in maniera positiva, come faceva prima della sua chiusura, servizi sanitari per i cittadini della Locride.

nelle foto – Un gruppo di manifestanti, Sasà Albanese e Francesco Martino