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SIDERNO – UNDICESIMO SIT IN PER LA CASA DELLA SALUTE

Aristide Bava
SIDERNO – Adesso è tempo di cambiare strategia. Visto che i vertici dell’ azienda sanitaria di Reggio Calabria non si fanno sentire e ancora non hanno risposto alla richiesta di un incontro con una delegazione del Comitato Pro Casa della salute di Siderno vorrà dire che si prenderanno altre strade. Tanto è emerso nel corso dell’ultimo Sit In – l’undicesimo – tenutosi domenica mattina a Siderno davanti all’ Ospedale di Siderno. La manifestazione ha registrato una ridotta partecipazione di cittadini anche a causa della giornata particolarmente fredda ma è servita ai componenti del Comitato per fare il punto della situazione. Sono stati in parecchi che si sono espressi in un dibattito che si è aperto spontaneamente e al quale hanno tra gli altri partecipato , oltre a Sasà Albanese e Francesco Martino i due leader del comitato anche, la dott.ssa Emmida Multari, l’ex vicesindaco Anna Romeo, il candidato a Sindaco Antonio Cutugno , il candidato consigliere Carmelo Tripodi , Pasquale Muià, Enzo Ieraci, Mario Diano, Rosario Condarcuri . Le conclusioni del dibattito e il consuntivo del Sit In sono state fatta da Sasà Albanese. ” Da questa undicesima giornata di protesta – ha detto – traspare molta amarezza . Soprattuto perchè invece di attivare le procedure per utilizzare i soldi disponibili a migliorare l’offerta sanitaria, stiamo prendendo atto che si va nella direzione opposta e si chiudono . E’ di questi giorni la notizia che, a parte i casi di altri presidi della Calabria come Cariati, l’ospedale di Locri ha dovuto chiudere due reparti per mancanza di anestesisti. Arrivano anche le vergogne su un piano vaccini gestito malissimo con gli anziani che rischiano di morire o comunque devono stare chiusi in casa per paura perchè ancora il vaccino non lo possono fare . La piattaforma per l’avvio del vaccino agli ottantenni non funziona. E’ una situazione paradossale . Invece di avere risposte troviamo altri muri e servizi che si deteriorano. Qua c’era un dirigente ( Carbone ndr) con cui avevamo aperto un dialogo costruttivo che è stato in questi giorni trasferito a Reggio , Che dire ? Il grosso problema rimane quello dei finanziamenti già assegnati che sono fermi. E’ una cosa inaccettabile , Non possiamo far altro che continuare a segnalare i problemi, Vediamo, adesso, di passare a qualche forma di protesta diversa. Sin’ora abbiamo avuto un atteggiamento mite, tranquillo pensando che la ragione prevalesse sul resto. Però ci ritroviamo in una situazione incredibilmente anomala. Stavamo cercando un contatto diretto con il Commisario Longo e la notizia di ieri ( sabato per chi legge) è che Longo si vuole dimettere”. Albanese si sofferma anche sull’immediato futuro “Senza entrare nel merito della partecipazione diretta dei cittadini – dice – io e gli altri componenti del Comitato siamo quà per segnalare i problemi. Problemi che esistono e nessuno può negare. Troveremo altre forme per fare diventare la nostra protesta piu vivace. Però il problema vero e che noi siano in una situazione di diritto negato. Non è che con maggiori presenze la situazione cambi. Non sono i cittadini a dover dare delle risposte. Sono i rappresentanti dell’ Asp, della Regione, del Governo che sono pagati per darci le risposte e, purtroppo, non le danno. Questo,però non ci ferma. Faremo di tutto perchè la manifestazione finisca solo quando avremo lr risposte . Abbiamo l’obbligo morale di continuare anche se purtroppo viviamo in un territorio dove siamo abituati a chiedere i favori, e non a pretendere i diritti. La differenza di questa mobilitazione sta proprio in questo. Non vogliamo favori ma pretendiamo diritti. Ecco perchè dobbiamo continuare”.

nella foto un momento della discussione